regala Libri Acquaviva

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CHARLES BUKOWSKI, Tubinga, MARC CHAGALL, Milano, ALDA MERINI, Grecia, Utopia, ROMANZI, Acquaviva delle Fonti, RACCONTI CONTADINI, America, POESIE, ERNST BLOCH, Sogni, Gatti Pazzi, Spinoza, FEDOR DOSTOEVSKIJ, ITALIA, New York, FEDERICO FELLINI, Poesie di Natale

martedì 25 gennaio 2011

E' USCITO UN NUOVO LIBRO ACQUAVIVA! (piccola casa editrice artistica artigianale ACQUAVIVA)


Libri artistici artigianali
redatti con la massima cura
sempre alla ricerca di una certa originalità
mai al seguito di nessuno,
puntando sempre senza paura sul nuovo
e sull'inesplorato dagli altri,
PASSIONE
BELLEZZA
FANTASIA
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PASSAPAROLA
leggi e regala i Libri Acquaviva
per continuare a mantenere viva
questa particolare e indipendente
linea di ricerca letteraria.
grazie
e tanti cari saluti a tutti!
Giuseppe
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(nella foto Giacomo Puccini con alcuni suoi amici legge il brogliaccio di una sua nuova opera).

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo IL FANTASMA DELL'AMORE racconto Piccola Casa Editrice ACQUAVIVA


"... Il fatto è che c'è un'altra persona nella mia stanza con me e non so chi è. Questo è il mio vero problema. Anzi so chi è, ma non lo voglio sapere così faccio finta di non sapere chi è. Una cosa complicata perfino a raccontarla ma in effetti semplicissima. Con me nell'unica stanza che rappresenta l'intero mio appartamento, il cesso è di fuori in qualche punto della galassia oltre il mio ballatoio, c'è sempre una persona che non mi molla un attimo e che in effetti sono completamente convinto che non esiste in nessun'altro posto che nella mia fantasia..."
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo
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Giuseppe D'Ambrosio Angelillo MARILYN rockpopartopera Piccola Casa Editrice ACQUAVIVA


"Io voglio essere amata da te.
Solo da te.
Da nessun'altro che da te".
MARILYN MONROE
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La Bellezza, il Sorriso della Vita, la Seduzione, l'Eterno Sogno dell'Amore: Marilyn come non l'avete mai vista.
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Giuseppe D'Ambrosio Angelillo L'AMORE E' UNO SPIRITO CON DUE ALI DI PIETRA FUSA poesie Piccola Casa Editrice ACQUAVIVA


"L'Amore è cieco e non conosce errori".
G. D'Ambrosio Angelillo
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CANZONIERE D'AMORE
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lunedì 24 gennaio 2011

Conferenza su Majakovskij di Giuseppe D'Ambrosio Angelillo a Vigevano, nel maggio 1985


DOSTOEVSKIJ di d'ambrosio angelillo

"Dostoevskij è l'uomo più buono del mondo perchè ha smascherato fino in fondo la più grande malvagità umana: colui che dicendoti di amarti ti ammazza proprio in nome di quell'amore omicida. Ma può un amore essere omicida? Sì, ne segue comunque come prima e più efferata conseguenza l'ammazzamento dell'amore vero, e quindi della stessa Bellezza.
L'umanità ne sarebbe sbaragliata se non ci fosse il coraggio della verità e della lotta."
Stavo facendo una conferenza su Dostoevskij e la gente mi ascoltava, non ero sicuro però che mi capisse del tutto.
Poi ho finito e son venuti tutti a congratularsi con me. Prima di tutti i miei traditori e i miei detrattori.
Poi a fianco della sala conferenze c'era una libreria immensa di libri vecchi, sembrava una libreria Libraccio, ma davvero molto grande. Così mi sono messo a curiosare tra i libri. Ce n'erano anche di nuovi e allora ne ho scelto uno.
L'ho preso e stranamente dentro c'erano due fogli di quaderno di miei vecchi appunti. Forse quello era un deposito di tutti i libri della mia vita, che io avevo perso durante i miei mille traslochi.
E su un foglietto dei due c'erano appunti per un romanzo e un disegno: una scogliera a strapiombo sul mare, ai piedi della quale io avevo una volta una piccola casetta.
E lì io avevo lavorato per tanti anni, in mezzo a terribili marosi.
Poi ho pensato:
"Comunque pericolosi ma in quegli anni ero davvero felice."
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Giuseppe D'Ambrosio Angelillo
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www.libriacquaviva.org
www.dambrosioangelillo.it
www.books.google.com

lunedì 17 gennaio 2011

UNA VITA DA SCRITTORE di d'ambrosio angelillo



Una vita da scrittore è sempre una vita che vale la pena di essere vissuta. Perchè la mente si popola d'incanto, la pratica prima o poi si fa. La scrittura poi non ti tradisce e se ne sta sempre dalla tua parte.
Successo o non successo, diventa poi una questione del tutto secondaria, per non dire irrilevante.
L'unico grande libro che se ne viene sotto gli occhi è la vita stessa.
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Giuseppe D'Ambrosio Angelillo
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FRANCESCO GUCCINI E IL SUO GATTONE NERO di D'Ambrosio Angelillo


Se ne stava là davanti a lui
come il punto nero centro dell'universo intero,
mallevadore di un marasma di sogni.
Lui una fortezza di canzoni
irta di cannoni a lunghissima gittata,
il camino acceso,
una decina di coltellacci appesi al muro.
Le ombre di tutti i suoi amici giocherelloni
tutt'intorno,
con tutti i suoi morti a sorridergli
e a salutarlo come a una festa di mietitura,
in quei giugni in fiore
con quegli anni di rivoluzione,
quelle infuriate a puntare l'orizzonte
per cambiargli le nuvole
e le luci,
e all'occorrenza pure i connotati.
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Ma il gatto, il gatto era davvero superbo
in quel suo sguardo di marinaio
uso a qualsiasi precipizio,
a qualsiasi burrasca d'alto mare,
quello sguardo di antica saggezza
a lisciare a un tempo con lingua raspa
inferno e paradiso,
inzuccherato di sonno,
a sapere tutto di campagne e metropoli,
fintamente a fare le fusa.
Mentre l'Italia intera fa da musa
a quel canzoniere greco-emiliano,
amico stretto di Omero,
che all'incrocio della vallata
aspetta il segnale che un giorno
gli profetizzò la sua prima donna.
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E così, stanotte, in TV
difronte alle torte di ciliege di Vincenzo Mollica
se ne stava il gattone nero di Francesco Guccini,
quell'antico ribelle benedetto,
che meditava sulla vita e sul mondo,
come fosse la risata e la contentezza
della sua ultima canzone ancora da cantare
in faccia a tutti,
guardando ognuno come sempre
fieramente
dritto negli occhi.
Con fiacca indulgenza e acuta ironia.
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Giuseppe D'Ambrosio Angelillo
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venerdì 14 gennaio 2011

L'ETNA di D'Ambrosio Angelillo


Ce ne andavamo in giro per la Sicilia centrale, con un autobus, quando mi accorgo all'orizzonte di una montagna enorme, con la cima tutta innevata e dal cucuzzolo che uscivano grosse nubi bianchissime.
Poi realizzo:
"E' l'Etna!", esclamo.
Tutti si voltano a guardare dubbiosi.
"Ma non dovrebbe stare da queste parti", dice uno.
"Ma l'Etna è una montagna altissima, si vede pure a grandissima distanza. E' l'Etna!", dico io.
E' vero, siamo molto distanti e qualche dubbio viene pure a me.
Ma quella montagna somiglia così tanto all'Etna che non può che essere l'Etna, anche se siamo molto distanti.
L'autobus andava. E la montagna era magnifica all'orizzonte. Con tutta la neve bianca e soprattutto quella massa di nuvole bianchissime che le facevano da elegante cappello. Sembrava davvero la fornace di nubi purissime.
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Giuseppe D'Ambrosio Angelillo
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mercoledì 12 gennaio 2011

AMORE E FOLLIA di D'Ambrosio Angelillo


Se l'Amore combatte con la Follia, vince la Follia. Perchè certo anche l'Amore è un Folle ma la Follia è la Follia, e così vince la più autentica verità. Se tu ami una persona matta, non ti ritorna indietro il bene o l'amore, ma solo la pazzia. Così se tu ami una persona matta non ti devi aspettare altro che di diventar matto pure tu. Scordati in ogni caso che il tuo Amore è così forte da vincere la Follia. Non se ne parla proprio. La Follia è sempre più forte dell'Amore, perchè come pazzia è una pazzia pura, non inficiata da altri interessi se non se stessa. Perchè certo che anche la Follia era una volta un Amore, ma il tempo è passato, l'Amore è passato e è rimasta solo la Follia. E in Amore chi non ama vince sempre, perchè è il più forte. E è il più forte perchè non ha bisogno di nessuno. Il pazzo basta a se stesso, e quella è la sua vera guarigione dall'Amore che l'ha fatto diventar matto.
Così se tu ami una persona matta non aspettarti assolutamente Amore ma solo la Follia. Perchè per il matto l'Amore non esiste più e ti può restituire solo la sua Follia. Il suo modo di amare è solo e semplicemente Follia. Per il resto non inganna più nessuno con quell'altro tipo di Follia che comunemente tutti chiamano Amore.
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Giuseppe D'Ambrosio Angelillo,
OGNI NOTTE UN SOGNO,
racconti,
ACQUAVIVA
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passaparola

martedì 11 gennaio 2011

LE ELEZIONI DI UN EBREO racconto di D'Ambrosio Angelillo


Se ne erano venuti a Acquaviva due alti esponenti politici di Roma, uno era Fini e l'altro Gasparri, e c'era lì un ebreo che chiedeva loro di apparentarsi con la sua lista al loro schieramento. Ma quelli prima avevano nicchiato e poi gli avevano risposto nisba.
E così l'ebreo era rimasto con un palmo di naso, perchè nessuno lo voleva con la sua lista alle prossime elezioni comunali.
Così io mi sono avvicinato e gli ho detto:
"Se vuoi puoi apparentarti con la mia lista alle elezioni".
"E che lista è?", mi ha chiesto lui.
"La lista degli utopisti socialisti", ho detto io.
"E ci avete la falce e martello nel simbolo?", mi chiede lui.
"Sì, ma non è un problema, possiamo togliere quel simbolo e fare una lista civica, così forse funziona pure meglio", ho ragionato io.
L'ebreo non era tanto convinto, e si vedeva che non gli piaceva la soluzione.
"Ma scusa, te ne volevi andare con la destra. E' meglio che vieni con la sinistra. Dopotutto siete ebrei, che ci fareste voi con ex-fascisti?"
Lui non rispose, e ci pensava su.
Poi io gli ho chiesto:
"Ma in quanti siete voi ebrei a Acquaviva?"
Lui mi ha detto:
"Siamo in tre".
"Minchia!", ho detto io. "Se allora votate compatti prendete 3 voti!"
"Già".
"E vuoi fare una lista con così pochi voti?"
"Sì, ma noi siamo ebrei".
"E che significa questo?"
"Che noi siamo eletti per volontà di Dio mica per quella degli uomini".
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(questo racconto sembra una barzelletta
ma è una storia vera).
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Giuseppe D'Ambrosio Angelillo
(racconti dal ciclo "OGNI NOTTE UN SOGNO")
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IL LADRO ONESTO di D'Ambrosio Angelillo



C'era una volta a Acquaviva un uomo che si chiamava La Pichescia, e era così onesto che faceva il ladro. Infatti c'è nel paese un modo di dire che va così: "onesto come La Pichescia", che significa: "onesto come un ladro".
Una volta andarono da La Pichescia e gli chiesero:
"Compare, ma ti conviene fare il ladro?"
E lui rispose:
"Certo che mi conviene: non lavoro, mi prendo la roba degli altri e comunque ci rimetto sempre perchè sono una persona molto onesta: non rubo per interesse".
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Giuseppe D'Ambrosio Angelillo
CONTADINI E SQUATTRINATI
racconti
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Niccolò Alberici CRONACHE DEL VISSUTO INVERNO poesie Piccola Casa Editrice ACQUAVIVA


"Nero è il mio pensiero,
scuro è il mio sapere,
pesante il mio passo
e il mio passato".
NICCOLO' ALBERICI
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Rivelazioni dirette da un ammazzatoio
dove la gente va a sfangarsi dopo mezzanotte.
(in uscita a marzo 2011)

domenica 9 gennaio 2011

DORECIAKGULP rubrica di cultura e spettacolo del TG1 a cura di Vincenzo Mollica dell' 8 gennaio 2011

video

DORECIAKGULP rubrica di cultura e spettacolo del TG1 a cura di Vincenzo Mollica dell' 8 gennaio 2011, in cui tra l'altro parla del libro di racconti "OGNI NOTTE UN SOGNO" di Giuseppe D'Ambrosio Angelillo, Piccola Casa Editrice ACQUAVIVA.

www.libriacquaviva.org

www.dambrosioangelillo.it

www.books.google.com

passaparola

mercoledì 5 gennaio 2011

IL PUPAZZO DI NEVE di giuseppe d'ambrosio angelillo


C'era una volta un pupazzo di neve e era notte e faceva molto freddo, era notte ma tutto risplendeva nell'oscuro perchè la neve sempre risplende anche nella tenebra più nera. E il pupazzo non aveva paura ma aveva tanto freddo.
Passa di lì un volpone e lo vede tutto freddoloso.
"Amico, che fai? Tremi?", gli chiese.
"Sì, per la miseria, fà un freddo da fine del mondo", disse il pupazzo.
"Che strano, sei fatto di neve, non dovresti sentir freddo", disse il volpone.
"Oh, se mi portassi in una casetta, vicino al camino, come ti ringrazierei", disse il pupazzo, sconfortato.
"Hai moneta?", chiese allora il volpone.
"Sì, due dobloni d'oro".
"Allora presto fatto. Te lo porto direttamente qui il fuocherello acceso".
Detto fatto, il volpone si introduce di soppiatto in una casetta e ruba un fuocherello acceso, portandoselo dietro su una carriola.
"Ecco qui il fuoco. Tira fuori il dovuto ora", disse il volpone.
"Prendi pure, i dobloni d'oro sono nella mia tasca destra", disse il pupazzo.
Il volpone mette una zampa nella tasca del pupazzo e tira fuori due pezzi di neve.
"E questi cosa sarebbero?", chiede.
"I dobloni d'oro", dice il pupazzo.
"Ma che? Mi prendi in giro? Questi sono due pezzi di neve".
"Sì, sono due dobloni d'oro fatti di neve, come me", disse il pupazzo.
"Maledetto, mi hai imbrogliato", disse il volpone.
Intanto il fuoco acceso stava sciogliendo il pupazzo, e dopo un pò scomparve del tutto. Rimasero solo una carota che era il suo naso e due bottoni rotti, e infine un cappellaccio di spaventapasseri.
"Che maledetto, non solo mi ha imbrogliato, ma se n'è pure scappato via", disse mestamente il volpone.
Il fuocherello s'era spento, il pupazzo era sparito, la campagna era tutta bianca e splendente, e il volpone se restava là tutto scornato.
Comunque anche i pupazzi di neve sentono freddo, solo che non possono dirlo in giro altrimenti passano un sacco di guai. Ma anche mettersi a ascoltare un pupazzo di neve porta un sacco di fastidi.
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giuseppe d'ambrosio angelillo
CONTADINI E SQUATTRINATI,
racconti
ACQUAVIVA

domenica 2 gennaio 2011

BUON ANNO di d'ambrosio angelillo


"Buon anno, ma la migliore cosa da augurarsi è che questo anno non sia peggio dell'anno che è passato".
"E' triste a dirsi ma purtroppo è proprio così".
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I due sono fermi all'incrocio di via Volvinio con via Cermenate.
Uno ha una valigetta di meccanico e di mestiere fa il ladro di macchine.
L'altro fa l'autista delle spese a domicilio di un supermercato francese e a tempo perso fa pure l'edicolante di notte.
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giuseppe d'ambrosio angelillo