regala Libri Acquaviva

regala Libri Acquaviva
CHARLES BUKOWSKI, Tubinga, MARC CHAGALL, Milano, ALDA MERINI, Grecia, Utopia, ROMANZI, Acquaviva delle Fonti, RACCONTI CONTADINI, America, POESIE, ERNST BLOCH, Sogni, Gatti Pazzi, Spinoza, FEDOR DOSTOEVSKIJ, ITALIA, New York, FEDERICO FELLINI, Poesie di Natale

giovedì 28 febbraio 2013

VERSO UNA TORRE INGLESE

Una torre inglese che sempre continua a crescere verso il cielo, pura come la mano di un dio. Noi siamo tutti pieni di polvere per il lungo viaggio da Londra, illuminati anche noi da tutte quelle nostre parole di pazzi senza più cartine strategiche. Dietro di noi una compagnia teatrale itinerante tutta fatta di santi peccatori vestiti di balle di cartone. Hanno valige piene di giornali pornografici sadomaso, di perfetta moda british...
    "Come va, macarone, come va?", mi chiede un teatrante di loro già ubriaco di whisky a prima mattina, a sorpassarmi sulla salita.
    "Magnificamente, prima che ti facessi sotto tu", gli dico io.
    Lui manco capisce e ghignando se ne va via, tra i suoi, è tutto gonfio di superbia per via del "macarone" che m'ha rifilato.
    Non è cattivo. E' solo una cimice nel suo sacco di farina... Beve whisky come una spugna e crede di essere un vescovo  per così poco...
giuseppe d'ambrosio angelillo
www.books.google.com

IL THE DI LUBECCA

Rose e maglie di lana. Querce possenti e castelli di razza. Mi sembra di essere in Russia ma non lo dico a nessuno altrimenti mi sparano...
    Decido di andarmene in un bar a perdere la mattinata...
    "Mi scusi, signore, ma tocca a me entrare per primo", mi dice un cameriere stravolto proprio sulla porta.
    "Cazzo, sono messo così male che anche un balordo così conciato mi cerca spazio per i suoi passi di minchione?", penso con un certo raccapriccio.
    Gli faccio largo, tanto io voglio entrare in quel bar solo per farmi un the, mica per attaccare rissa con uno sconosciuto, del quale, tra parentesi, non me ne frega assolutamente niente...
    Ordino il the ed è buonissimo, la tazza di ceramica così decorata da essere un piccolo capolavoro... Sul tavolino dove sono andato a sedermi c'è perfino una rosa e delle cioccolatine al latte da mangiucchiare gratis et amore deo...
    Il cameriere stravolto di prima se ne viene da me e torna alla carica:
    "Quanta benzina t'è rimasta ancora nel serbatoio, tipo?", mi chiede.
     "Devo prendere un bus per Stalingrado, cocco, andata e ritorno... Fai tu un pò i conti...", gli dico e gli ghigno in faccia.
     Mi prende per uno sbiellato di testa e finalmente mi lascia stare.
     Penso:
     "Minchia però come è buono il the che fanno a Lubecca"... 
giuseppe d'ambrosio angelillo
www.books.google.com

mercoledì 27 febbraio 2013

LETTO UN GIORNALE, LETTI TUTTI

Letto un giornale, letti tutti. Tempeste di polvere e polpette avvelenate... E urla, barche affondate sulla spiaggia, soli al tramonto...
   Eravamo proprio gli stessi vent'anni fa, un secolo fa, in un'altra vita... Sempre uguali, nessuna sapienza di più, nessuna furbizia di meno... Solo gli alberi durano un pò di meno... Solo Dio se l'è svignata... Tutti gli altri ci sono ancora... Tutti ancora lì, a dire le stesse cazzate, a fare le stesse minchiate... Forse i pugnali sono più grossi, la cattiveria più micidiale... Il vento pure è più furioso... Ma le chiacchiere son sempre le stesse... Le stupidaggini sempre uguali... E' davvero sempre lo stesso... Si sale sempre tutti sulla torre di Babele per arrivare in cielo e superarlo... La stupidità non si può fermare mai... E anch'io compro sempre il giornale per sapere cose che già so... Fossi saggio risparmierei almeno la carta se non quei 4 centesimi che butto sempre via per niente...
giuseppe d'ambrosio angelillo
www.books.google.com

IL MIO GATTO

Non si scorda mai della ciotola.
Non scrive mai a nessuno.
Non legge mai il giornale.
Non ha mai raccolto una pietra in vita sua.
Non mette mai il sale sulla carne nè sul pesce.
Non ha mai coperto di cemento un ciuffo d'erba.
Non stravede mai per nessuno.
Dorme sempre da solo.
Se è triste non se ne lamenta mai con nessuno.
Passa tutti i suoi giorni facendo quello che vuole.
Non ha mai fatto causa a nessuno.
E' se stesso anche quando sta zitto.
Gli piace sia il sole che il buio.
E' un grande artista ma non lo dice mai a nessuno.
giuseppe d'ambrosio angelillo
www.books.google.com

UN POLLO VOLA

Il Sogno che non si compie se ne rimane sempre in giro a volare, nel cielo del nostro giorno che sempre torna a cominciare...
    E si va per lo calle altrui e per la passeggiata notturna, con le maglie sempre bucate ma pure verdi... e bevute di grappa, osservando increduli il grandioso acquario di tutte le stelle su di noi... C'è un pezzo d'oro nella nostra tasca che mai nessuno ci potrà rubare, e la statua di marmo gigantesca del nostro ideale che mai nessun martello nemico potrà scalfire... 
   Il giorno sempre torna e noi ci tocca sempre battagliare al nostro solito... Ci serve forza per questa vita di trincea... e occhi buoni... ci si difende come si può... anche sorridendo...
    Si vive, si scrive, si mandano sempre lettere alle altissime sfere come alle bassissime... Non  ci risponde nessuno... Non ci conosce nessuno... Ci scontriamo per i marciapiedi sempre con noi stessi che mai rinunciamo a sognare...
giuseppe d'ambrosio angelillo
www.books.google.com

LA STRADA

La strada ha sempre tutte le porte aperte sia di giorno che di notte...
    "La prego, mi scusi, ma mi faccia entrare. C'è vento e polvere di nulla che picchia duro come pietre di cava... l'aria è pesante... il respiro affannoso... La prego, apra la porta, che devo entrare con tutto il mio grigiore...", dice un tizio che si crede bravo e invece è un minchione qualsiasi...
    "Guarda che possono entrare tutti, questa è la strada, tutte le porte sono aperte, ci son teste matte è vero, ma pure donne di un certo livello, comunque alla portata di tutti... E la virtù è pure la benvenuta, tanto non si paga nessun biglietto, è tutto gratis... Questa è la strada, signori, non la sala di un ricevimento di gala... Se passi e vai dritto, sta' ben sicuro che non ti perdi mica... Povere ombre un pò tutti, non dico di no... Ma suvvia siamo ancora tutti vivi, per fortuna... Non c'è da perdersi d'animo... Pozzanghere, puzze, strani personaggi... ma è la strada, signori, non l'atrio di un albergo di lusso...", dico io chissà a chi. Forse son matto, ma non mi zittisco mica, son per strada anch'io, con la mia poesia addirittura, son di quei pirla che crede ancora alla vacca verde in volo, non lo nego affatto...
    "Ma perché mi chiudete la porta in faccia? Non v'ho fatto niente... Voglio parlare con voi...", dice il tizio con l'aria mesta, è un vincitore ma vuol portare la festa della libertà nel suo angolino, non si sa il motivo, forse per tristezza, forse per nostalgia di quel che fu una volta lui stesso...
    "E parla... Chi te lo impedisce?... Le porte son tutte aperte... E' la strada questa... Si soffre certo, ma se si cammina si va ancora avanti...", dico io, ma forse ho parlato per l'anno prossimo... Mica il tizio mi ha ascoltato... E' così convinto di essere sempre a casa sua, dove dice sempre quel che vuole e mai nessuno che gli dia torto... Ma qui è la strada, t'arrivano certe pernacchie a volte, e mica tu hai fatto niente... Qui le porte son sempre aperte... Porca malora... Ma si è allegri pure... con un pò di vino certo... ma c'è ancora così tanta libertà in giro... Ma si ride, minchia,  e si è pure con un pò di fortuna pure felici... Non dico di no... che certe volte si piange pure... E' la strada... Ma la vita è vera, signori... Non tutte quelle prese per il culo che si vogliono addirittura mangiare il futuro... mica le nespoline del Giappone... Minchia...
giuseppe d'ambrosio angelillo
www.books.google.com


martedì 26 febbraio 2013

IL MIO CARO AMICO INGLESE

    Un mio amico Inglese oggi mi ha chiesto:
     "Come va oggi in Italia?"
     Io ho sorriso amaro e ho risposto alla tedesca:
     "Va, è già qualcosa".
     Lui come al solito allora si è messo a parlare delle cose più disparate e strane: che una signora a casa sua aveva perso una parrucca e che un passerotto non si era visto la mattina a chiedere le sue solite briciole di pane e lui ne era rimasto abbastanza preoccupato.
    Poi a sorpresa mi ha detto:
    "Voi in Italia pensate tutti a cambiare gli altri ma mai voi stessi".
    "Dici?", gli ho risposto. "Comunque a voi Inglesi mai nessuno riuscirà  a cambiarvi: siete tutti principi".
    Così per fortuna son riuscito a farlo sorridere e ho abbattuto la muraglia di Amleto che tutti loro si portano eretta nell'anima.
    "La verità è che noi Italiani non possiamo proprio pensare a cambiare noi stessi", gli ho detto allora.
    "WHY NOOOOOOOT?", ha detto allora lui strascicando la sua domanda per almeno un'ora.
   "Perché ogni italiano è un artista pazzo con almeno un manicomio intero tutto pieno di verità, ficcato a viva forza nella sua testa. Non c'è proprio più posto per nient'altro, credimi, nemmeno per un'altra balla, per infinitesima che possa essere...", gli ho risposto.
   Il mio amico Inglese allora è scoppiato a ridere, così di tutto cuore che mi ha fatto ridere pure a me, seppure a malincuore.
   "WONDERFUL!!!", ha allora urlato lui, tutto felice, davvero entusiasta per non so che cosa, se per pena o per euforia...
g. d'ambrosio angelillo
www.books.google.com

Joseph Roth GIOBBE romanzo ACQUAVIVA

"Dio è così grande
che la nostra cattiveria
diventa piccolissima".
JOSEPH ROTH

Il romanzo di un maestro di Talmud,
di una sapienza dalle origini antichissime.
on Google play
http://goo.gl/5qRwRd


domenica 24 febbraio 2013

SPERANZA

Speranza è visione nel presente di ciò che ci portiamo da sempre nel cuore: la felicità di essere ciò che veramente siamo, anche se sulla nostra tavola c'è solo una fetta di pane e un bicchiere di vino...
g. d'ambrosio angelillo



venerdì 22 febbraio 2013

POLVERE DI NEVE, POLVERE DI UTOPIA

polvere di neve.
oggi la giornata se ne galleggia strana
come in un contatto
di una lontana attesa.
oggi l'utopia fa un comizio
davanti a 1 milione di persone.
qualcuno grida nella pioggia
che il cervello s'è staccato dal cuore
e sotto i piedi la terra non c'è più.
una risata vi seppellirà,
si diceva un tempo,
quando tribù di indiani matti
se ne cavalcavano liberi
per le sterminate praterie della città.
anch'io oggi aspetto qualcosa
mentre tutto il cielo se ne sta sospeso
in tutta questa polvere di neve.
di certo forse sbaglio ancora una volta
nella mia vita 
o forse no,
tanto non possiamo che sognare o sbagliare.
ma un millennio s'è spaccato poco tempo fa
e nessuno  ha ancora visto
cosa ne è uscito fuori.
ma come non si fa a sognare oggi
tra tutta questa polvere di neve
che sembra davvero di essere
in quelle palle di vetro magiche
che di solito si vendono a Natale,
e che a capovolgerle
tutto si rallegra
in una furiosa tempesta
di fiocchi di neve immacolata?
giuseppe d'ambrosio angelillo

venerdì 15 febbraio 2013

IL MIRACOLO ITALIANO

Si lotta con furia
con la sordità della statua,
in disordine si accede al labirinto
del desiderio,
si ride di Dio
che non vigila proprio su nulla.
Un bacio sulla bocca di una bella donna
e in Italia si rinsavisce da tutto
come in un gran miracolo.
gd angelillo
www.books.google.com

UNA PERLA

Si parla in sogno
di una perla
e invece piove.
gd angelillo

OGGI HO LETTO SUL GIORNALE

Si aspetta qualcosa che non arriva,
arriva qualcosa che non ti aspetti.
Hai acceso la luce
e hai letto sul giornale
che la poesia è andata dal parrucchiere,
al liceo si sono messi ad aspettare
una faccia di rame
che quando è arrivata
solo dopo molto tempo
si è scoperto
che aveva sbagliato indirizzo.
Cercava un ospizio
e invece le hanno dato uno spinello.
Intanto era già arrivata la notte
e sono andati tutti lo stesso a dormire.
Anche se nessuno per quel giorno
aveva avuto quel che si aspettava.
g. d'ambrosio angelillo
www.books.google.com

TRA TUTTE QUESTE STELLE

Tra tutte queste stelle
e questi chiari romanzi
di certo c'è sempre un'occasione...
Ma anche la lampadina 
vuole la sua brava elettricità
per accendersi
e spalancarsi alla luce,
un sussurro
e l'amante vola,
ci vuole un colpo di genio
anche per l'amore.
g. d'ambrosio angelillo
www.books.google.com
www.libriacquaviva.org

NOVALIS Romanticismo aforismi ACQUAVIVA

www.books.google.com
www.libriacquaviva.org

DOVE E' ORA LA BELLEZZA?

dov'è ora la bellezza?
con i capelli biondi ossigenati
si compra a rate due orecchini di latta.
bocciata in greco e italiano
canta a caso battute di alieni.
la ama ancora un marinaio
che di notte però ha tutte le navi
in alto mare.
amare il bene è dura su questa terra.
si dice che anche Dio
se avesse finestre su questo mondo
gliele romperebbero di brutto
a ogni occasione.
g. d'ambrosio angelillo
www.books.google.com

giovedì 14 febbraio 2013

VALENTINO

Che gran vanità credersi innamorati!
Le nostre mani sono così ignoranti
che toccano sempre gli stessi errori,
età dopo età,
triangolo dopo triangolo.
Una ricerca che mette voce
per ripararsi
sempre nel futuro.
Un monologo così noioso
questo irreale "ti amo"
che diciamo invariabilmente
solo a noi stessi.
Nelle capaci sottocantine della nostra anima
dove con caparbietà impressionante
ammassiamo senza sosta
tutti i nostri stupidi nulla.
g. d'ambrosio angelillo
www.books.google.com

TOPOLINO

Un gelo d'inferno appena un passo dopo la porta. Non per mettere fretta al tempo, o di prendere per la giacchetta il futuro. Ma un sognatore vuole sempre il giorno giusto che ci vuole, apre l'uscio e crede sempre che sia primavera, di quando felice leggeva ancora Topolino e si credeva che all'alba tutti gli uccellini facevano tutto quel casino semplicemente perché erano felici... E forse era proprio così, e qui continua sempre la maledetta imbattibile forza del ragazzo...
g. d'ambrosio angelillo
www.books.google.com 

martedì 12 febbraio 2013

DOSTOEVSKIJ La Nichilista ACQUAVIVA

www.books.google.com

domenica 10 febbraio 2013

CONTADINI NEI GIORNI DELLA FEBBRE

nei giorni della febbre
si torna tutti un pò contadini
ad arare un letto
per tutto il giorno,
per riuscire almeno a trovare
un covone di sonno,
e pensare così a raccogliere
un campo di campanelli di carri
nel loro ritorno al paese,
quando le fave sono già cotte
e il tavolo imbandito
con una pagnotta e un pò di vino,
senza aver tempo nemmeno di lavarsi
perchè si è troppo malati
di febbre di vento
e di povertà di sacchi di rape.
g. d'ambrosio angelillo

L'OMINO INNAMORATO

l'omino ha un amore che esiste nel suo cuore.
glielo dice la pace della luce di questo giorno freddissimo.
e il fuoco di una bottiglia forse piena solo della sua ironia.
si è felici per un attimo, forse con la sola semplicità.
piuttosto che salire su un ponte e mettersi a cantare alla luna, che tanto fra un pò se ne sparirà anche lei.
l'omino ha una foglia secca nel cuore,
che gli ricorda sempre il suo folle amore.
un fatto vero vissuto però
in una città di vetro
che non crede più a niente.
al suo amore ci crede solo lui
e tutto questo basta anche al ponte
e alla luna,
che infatti se ne va via
senza voler sapere nulla di più.
g. d'ambrosio angelillo 

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo L'EBREO NELLA NEVE romanzo ACQUAVIVA

Chissà come m'è venuto questo romanzo, ma m'è venuto. Neve...

on Google play
http://goo.gl/aD3rwm

UN SOLE NELLA NEVE

Vendere libri nella neve,
un colpo di colore
che ti ricorda un sorriso di primavera.
Un conto in pieno oceano invernale
che ti porta il sole
in un bicchierino di the.
g. d'ambrosio angelillo

sabato 9 febbraio 2013

L'EPOCA DEL VETRINISTA

nella nebbia e nel freddo
dei casi del destino.
il vetrinista guadagna al caldo
facendo belle mostre di poesie.
il poeta è al gelo
su un trampolino a pochi passi
dal flusso del fiume,
per lui i soliti 4 soldi
per campare almeno 
fino alla settimana prossima.
e nessuna vetrina sarebbe manco possibile
a questo mondo
senza questi arruffamatasse sciagurati
che solo qualche matto
si arrischia ancora a chiamare poeti
nel chiuso sconclusionato
della sua intima sincerità.
g. d'ambrosio angelillo
www.books.google.com

UNA CATTEDRALE

ogni libro una grande anima.
pian piano uno si costruisce in casa
una vera cattedrale
e il bello è
che manco se ne accorge.
g. d'ambrosio angelillo
www.books.google.com

VIAGGI NOTTURNI

attraverso la notte
in un'automobile di libro chiuso,
com'è forse il mio destino di sognatore
in lotta con tutti i nichilismi delle ore.
nichilista forse anch'io
con il mio due punti e a capo
che mi porta sempre
sotto il pallore di una luna
che affranca qualsiasi memoria
sulla soglia di tutte le utopie
ancora a venire.
g. d'ambrosio angelillo
www.books.google.com

COME IO VEDO ME STESSO OGGI IN UN GIORNO MOLTO FREDDO MA PIENO DI SOLE

Ci vantiamo un pò tutti
come tanti Pavarotti
di saper cantare
il lungo madrigale del castello nostro
mezzo diroccato
e mezzo rubato,
in punta di piedi
carichiamo al galoppo
come cavalli pazzi,
certi di non essere ridicoli
ma pieni di ombre
pur sempre brillanti di pieno pomeriggio.
Io batto le vie della mia città
come fossi un ciliegio in fiore
piazzato su due piedi
per un miracolo della musa.
Ma nessuno si accorge mai di me
perché sono pure un contadino
in una metropoli persa nel fumo
dei suoi mazzuoli assatanati...
g. d'ambrosio angelillo
www.books.google.com

C'ERA UNA VOLTA L'ITALIA

La moneta mente
e nel latte vanno le vesti dei cavalieri
che di bianco armati
fluttuano nelle nubi.
C'era una volta l'Italia
nell'anima di tutti i mari del mondo,
ora la comare dà da mangiare al gatto
e pensa all'uccellino.
Per le solite strade incantate
vanno i mattini delle meraviglie
e la femmina canta
e l'uomo se la ride.
g. d'ambrosio angelillo
www.books.google.com

GATTO E ZUCCA ALLA FINESTRA

Si dimentica tutto
e anche il gatto sbadiglia nel sole
al ricordo dell'ombra della rosa nella notte.
Alla finestra la zucca
stringe il ricordo della calda terra
che la fece vivere e crescere,
ora luccica nel giorno
e vibra piena di sé
come una luna arancione.
Io tossisco nel mio nulla
dietro la finestrella illuminata
e son contento lo stesso.
g. d'ambrosio angelillo
www.books.google.com

venerdì 8 febbraio 2013

SOGNI

un sogno di tante persone,
dove in mezzo ci sei tu
che non capisci niente.
carte del destino
che ti prendono sempre per uno scemo.
ma come si fa a camminare
tra tutte queste visioni?
eppure si cammina
perché per fortuna si sa camminare.
il senso è rotto,
ma di dietro c'è un ragazzo
che ascolta musica rock.
"via da qui!", grida qualcuno.
"che gran testa di bue", gli dice un altro,
mette il quaderno nella borsa
e se ne va in cucina a mangiare
a piedi nudi.
muti che si fanno smorfie
senza dirsi mai nulla.
eppure tutti fratelli.
"tu mi fai spaventare
se sogni così troppo".
"ma vattene via
che ti faccio passare".
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
www.books.google.com

DI NOTTE IN CITTA'

La città di notte ha tutte le anime buie,
le case hanno paura
anche sul lato delle luci accese.
Di notte ti può capitare
di incontrare il tempo in città,
tra un bar che chiude
e un uomo troppo ubriaco.
Lui ti guarda strano
e sembra come se cerchi qualcosa in te,
ma in te ci son cose 
che si sono solo perdute.
E' un attimo,
sembra un debitore
che ti chiede conto
di una cambiale scaduta da molto,
un esteta che ti vuole consegnare
un telegramma urgente.
Tu allora ti affianchi a un muro
più buio degli altri
e vuoi scansare il suo sguardo allucinato
o le sue eventuali terribili domande.
E di solito, 
quando proprio stai per soccombere,
ti salva una finestrina accesa
sul francobollo
dell'ultima lettera che hai spedito
a un giornale straniero,
chiedendogli come mai
ci mettono così tanto a risponderti
per il  romanzo della tua stessa vita,
e che loro forse 
non hanno nemmeno ricevuto...
g. d'ambrosio angelillo
www.books.google.com

giovedì 7 febbraio 2013

IN MARE APERTO

La terra s'è fatta scarsa,
e tutto un oceano di dubbi
ci circonda e ci affanna.
Che fare, maestro,
se l'inverno ci comanda?
Il viaggio è lungo
e la vita breve,
c'è poco da bere birra
e da fumare sigarette
se tutti noi sediamo in piedi
nell'ultima fila,
vicino la porta
del mai sapremo nulla.
g. d'ambrosio angelillo
www.books.google.com

COME UN FIOCCO DI NEVE NEL VENTO

Devi sempre andare a piedi
in un paese dove cade la neve,
nel settentrione,
e capire il perché molti non ti credono
quando dici la verità.
E' perché vogliono vivere al caldo,
in un paese del sud,
e vivere tranquilli in un castello
fatto di chiacchiere
che non diano troppo da pensare.
Ma se tu sei capace di volare
come un fiocco di neve nel vento
vedrai che qualsiasi gelo
non sarà mai capace di farti niente.
g. d'ambrosio angelillo
www.books.google.com

CAMPIONE DEL MONDO

Per un soldo scaduto,
dimmi, amico, se farò fortuna
o anche tu mi tradirai.
Io son qui nella metrò
che sogno un giorno
di diventare campione del mondo,
a dorso nudo davanti a tutto il mio paese.
Andrò all'attacco
con tutto il peso della mia follia,
sarò innocente
con tutta la leggerezza della mia gioventù.
Voglio ridere
quando tutti mi guarderanno
e diranno increduli:
"Ma chi? Quello lì?
E io che credevo che fosse solo
un mascalzone da 4 soldi!"
Il cielo pure si metterà a ridere,
ci puoi scommettere, amico mio.
g. d'ambrosio angelillo
www.books.google.com

G.D'Ambrosio Angelillo L'EBREO NELLA NEVE romanzo ACQUAVIVA

romanzo
di "Libri Acquaviva".

on www.books.google.com

martedì 5 febbraio 2013

TEMPI MODERNI

S'è scolato il tino
e soldi più non ce ne sono.
La valigia del banchiere 
ha sparso soldi falsi
e gli occhi più non distinguono gli inganni
dalla carta.
Si spala ferro ora
come amanti gelosi
sul portone della bella sgualdrina,
si succhiano miliardi invisibili
con le idrovore di un incredibile ciarpame,
e il gran ladrone è lì
nello specchio di casa nostra.
Ci tasta il cuore
e ci sfila l'allegria.
Di certo neanch'io avrei mai creduto
che la verità non vale nulla
seppur al mercato dei mosconi parlanti.
Avanzano armate oscure in equilibrio
su ridicole sedie,
noi di sotto con il pensiero vuoto
senza più un'astuzia da alzare in alto
come uno scudo per parare i colpi.
g. d'ambrosio angelillo
www.books.google.com

venerdì 1 febbraio 2013

IL VASAIO PAZZO

L'uomo impasta tutto con la terra multiforme, è davvero capace di creare dal nulla quasi ogni cosa di cui ha bisogno. Ogni specie di oggetti, ogni sorta di idee. Con la stessa terra fa le vasche che gli servono per lavarsi e tenersi pulito e innocente, e i pitali dove scaricare le sue più luride indecenze. Fa di tutto, allo stesso modo, senza limiti nè ordine. Ma questa sua capacità di fare molte volte lui la scambia per onnipotenza, e l'uso delle sue cose perdono ogni categoria e successione di competenza. E capita così che si lava nella sua stessa merda, e va a scaricarsi di lordura nei sacri lavacri della sua purezza.
    Ora di punto in bianco s'è messo in testa di fabbricarsi da solo nientemeno che il suo dio creatore: il Denaro, una idea vana e fasulla come un'altra. Come fa infatti lui, con tutti i suoi limiti e difetti, a concepire di fare a meno della stessa natura e di manomettere la sua stessa anima dichiarandone addirittura un suo preteso prezzo di mercato. Non bada affatto di essere ancora un uomo, e come uomo di avere la sua misura nell'umano. No, s'è dato a costruire il divino e si mette in competizione nientemeno che con le galassie e gli universi, imita nientemeno Dio e già s'è messo al posto suo. Ha fabbricato il suo creatore, il Denaro, e dà le sue fasulle leggi a tutto il creato, e tutto questo lo chiama intelligenza e progresso.
     Ma il suo cuore se n'è diventato falso, e l'inganno è il suo dettato. La sua aspettativa è la vigliaccheria. La sua vita uno spregevole teatro da 4 soldi di stupidi burattini senza più cervello.
     Non riconosce più la potenza di Madre Natura, la bontà di Dio che gli soffiò un giorno   l'anima, la vita e l'amore nella sua carne. Ma tutto il mondo è diventato per lui un campo di gioco, l'esistenza di tutti gli uomini e di tutti gli esseri un mercato senza vincoli dove lucrare a piacimento e speculare a volontà. Ha perso il senno il pazzo e vuol farsi pure padrone di tutti gli elementi dell'universo.
    Egli pontifica come un maestro di farabutti:
  "Da ogni cosa si deve trarre profitto, e anche se è male, basta gabellarlo per bene con l'aiuto dei migliori avvocati del globo".
   S'è costruito il suo falso dio, il Denaro, e s'è scordato completamente che i suoi antichi sapienti han sempre chiamato il suo nuovo idolo: lo sterco del demonio.
    C'è una misura in tutto, dicevano i nostri antichi padri i Greci, sia per le cose che sono in quanto sono, e sia per le cose che non sono in quanto non sono. E questa misura per noi uomini è  solo l'uomo...
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
www.books.google.com
passaparola