regala Libri Acquaviva

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sabato 30 luglio 2016

LUCI NOTTURNE



LUCI NOTTURNE

la notte è fitta di luci,
le stelle, piccole e lontanissime,
i corpi degli amanti che si abbracciano,
le candele dei poeti che malinconici amano il mondo,
gli occhi invisibili della natura che ci perdona tutto,
e tu che parli e parli e parli
senza concludere mai niente.
circhi pieni di pagliacci, spettacoli ricolmi di misteri,
con tavole imbandite con nessuna acqua della vita,
con bandiere colorate di oscure paure,
e il cuore che va nella tenebra come la nave più grande,
come un'enigmatica mongolfiera nel cosmo più completo,
come un principe rampante coi suoi mille pensieri,
e le mandrie intere delle costellazioni
guidate da un giovane pastore,
un re sognatore
quando prende un bicchiere di vino
e lo offre al suo amore,
quando davvero l'onore di ognuno è al suo culmine,
quando finalmente anche Dio
fa capolino fra tutti noi,
accarezza la sua irreale magnifica creatura
e piano sorride.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

FAVOLA TRISTE DELL'ODIERNA FILOSOFIA

filosofia, a volte fai piangere
a volte fai luce.
filosofia, a volte fai ridere
a volte ci porti nelle tenebre.
le anime sono ormai pazze,
le città in un unico trambusto.
i coraggiosi vogano a braccia,
i voraci saettano su mezzi d'acciaio.
le lontananze rimangono lontane,
ogni parola di chiara sapienza 
si becca la sua precisa ritorsione,
il sognatore ha sprecato ormai tutti i suoi sogni,
nell'antro oscuro di ogni filosofia
vagano sconsolate solo ombre rassegnate.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

FAVOLA DEI TEMPI MODERNI

chiamati a bollire le nostre stesse pietre
per ricavarci balzane preghiere
seminiamo altrui misteri,
scrivendo di spaghetti scotti
in cucine del tutto vuote,
accerchiati da folli capi col parrucchino colorato,
da agenti segreti ormai in pensione,
da pazzi idioti come noi stessi,
facciamo comizi all'umanità,
così satura di riscosse arenate,
di muri biblici, 
di cugini di terzo grado di profeti minori.
GDA

GESTI D'AMORE poesia di Giuseppe D'Ambrosio Angelillo

GESTI D'AMORE

son gesti che non costa per nulla fare,
una carezza,
un bacio sui capelli,
cercare la mano per stringerla piano camminando,
anche il cuore ha sempre fame,
ma chissà perché si pensa che sia sempre sazio,
che non ce ne sia bisogno, ormai si sa già tutto,
e invece è così bisognoso il sentimento
di queste piccole briciole,da niente,
che ci fanno bene a noi e ai nostri cari
quando si compiono,
gesti così leggeri, così naturali,
l'amore non è una parola,
è un fatto concreto che è il vero bene davvero reale,
così generoso, così spensierato, così semplice.
tenerezze che ci fanno sfiorare l'infinito
che tutti noi oscuramente siamo
o possiamo essere.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO



poesie di GDA
su Google Books:
https://play.google.com/store/search?q=g.%20d%27ambrosio%20angelillo



venerdì 29 luglio 2016


FAVOLA DEL TEMPO PRESENTE

spesso mi vado raccontando a me stesso
che il tempo è un globo,
una specie di pianeta immaginario che ci contiene,
navighiamo fluttuando tra vecchi ricordi,
tra gioventù remote
che forse abbiamo congetturato soltanto,
ma la vita è soprattutto fantasia
che ci scaglia nel cielo della mente,
e che di botto a volte ci fa precipitare nella minuscola ora
che adesso è qui attorno a noi,
questo attimo presente oscuro
che solo un faro lontano futuro riesce a illuminare d'incanto,
siam fatti di un niente e di un tutto
che si mescolano magicamente
in questa effimera realtà che ci circonda proprio qui e ora,
e che sempre riesce a confonderci.
ma anche l'illusione ha il concreto fondamento
che siamo noi stessi.
è sempre e comunque l'attimo presente
la nostra porta di entrata a questo mondo,
la nostra meraviglia irrinunciabile,
il nostro tesoro più prezioso.
il nostro infinito globo di tempo
che ci portiamo addosso come la nostra casa più bella,
dove contemporaneamente sono il nostro indefinito passato,
il nostro sognante futuro delle nostre più profonde speranze.
siamo così ricchi
che non osiamo manco pensarlo.
qui e ora,
sempre.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

SOGNO

ne ha di fiori il destino,
di colori,
in piccole stazioni fuori porta
abbiamo adagiato il nostro misero bagaglio,
tra i mille treni neri della notte
abbiamo perso i nostri amici,
trovati per ventura tra le porte girevoli dei giorni,
scorrendo veloci tra le nostre miserie,
le nostre cioccolate da due soldi,
caricando nelle bisacce dei ricordi
occhi blu più grandi del mare,
rivolte oscure,
visioni di navi luminose come città vagabonde.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

giovedì 28 luglio 2016


PESCI FLACCIDI 
E UCCELLACCI DEL MALAUGURIO

offendere i più è un brutto vizio,
piacere solo a due poche parole
è invece una grande vocazione,
correre dietro come un piacevole servo
alla massa della turba al completo
forse ti può fare pure primo della nazione,
ma con i pari non reggi
crolli a terra come un flaccido pesce qualsiasi,
così non ti rimane 
che farti vedere a tarda notte
come una stella fioca e ritardataria 
confusa
persa tra mille altre, 
primo la luce non è acqua
secondo te ne stai pur sempre lassù
a una bella altezza alquanto invidiabile.
in fondo piacere a tutti proprio non si può,
se caso mai qualcuno ti prenderà per pazzo
ti potrai sempre scusare del tuo manicomio
così scadente e poco frequentato,
e poi anche come stella parecchio ritardataria
da lassù, pur sempre così in alto,
potrai pure far loro una pernacchia
e dire che ti sei sbagliato,
così flaccidi e supercontenti tra di loro
e in famiglia,
è facilissimo confonderli
con tutto il resto 
degli uccellacci del malaugurio 
tristemente appiedati.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO


NON ALTRO CHE FOSCHI PENSIERI

non metterti davanti a lamentarti
già di prima mattina, per favore,
guardi subito a terra
e ti viene subito di metterti a pensare nero,
ma non ti accorgi che non sai vedere
nemmeno una mezza gentilezza di questo mondo?
non ti accorgi mai nemmeno
del fulgido blu del cielo.
ti prendi la testa fra le mani
e non ti sposti più di un passo
da quella baraonda di foschi pensieri
che ti piace così tanto dipanare per conto tuo.
non ti ricordi nemmeno più
di quando tu ragazzo
te ne volavi tra le nuvole con lei
nei sogni più pazzi e felici
che tu stesso facevi
con quella stessa testa che ora ti tieni tra le mani,
per una paura oscura 
che ti cada all'improvviso a terra
e si spacchi in mille pezzi.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

IL FILO DELLA MATASSA

ogni giorno si cerca la logica
ogni giorno si cerca la ragione
ma il mondo è così aggrovigliato
che non esiste logica
non esiste ragione.
la vita è così misteriosa
che solo il genio matto che ti porti nascosto dentro
ti può spiegare qualche cosa,
ti può pure trovare il filo
di tutta l'intricata matassa.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

mercoledì 27 luglio 2016



nella città amara della vita
vagabondo trasognato
in cerca di discese che mi portino discorsi un po' distratti,
sono come un filo di gramigna
che se ne frega contento dei suoi giorni,
tra non molto sarò proprio come una marionetta
che vive di trucioli e turaccioli,
vetri di bottiglie di birra rotte,
sarò come un pinocchio
che gli piace un cifra farsi fotografare
dai nullafacenti in giro per piazza Duomo,
qualcuno mi ha regalato un'anima tempo fa,
non richiesta,
ma io me la ritrovo
e col tempo ho imparato a volerle bene,
a curarla,
non mi è mai venuta voglia di scappare
e di abbandonarla come una capa di pezza
in mezzo alle sterpaglie della periferia,
ma ora son finito in bocca a mille sconosciuti
che dicono di me che sono superbo, impertinente,
saccente oltre ogni dire,
e tutto perché una volta qualcuno mi ha regalato un'anima
e, quel che è mille volte peggio, 
me la porto sempre con me 
e mai non l'abbandono,
continuo, caparbio come il mio solito,
a volerle bene con tutto me stesso.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

LONTANO DALLE IDEE

fammi andare lontano dalle idee, per favore,
lasciamoci alle spalle il bene e il male,
andiamo lassù in montagna
da dove si vede tutta questa campagna
che scende lieve fino al mare.
fammi pensare solo a questi campi infiniti,
pieni di fiori e di colori.
diamoci la mano lassù,
ti offrirò da amico
un dolce bicchiere di vino
della mia lontana terra
che ora sono molti anni che non vedo.
sotto questo stesso cielo viviamo tutti noi,
che usiamo chiamarci uomini,
fammi sorridere un po',
lontano da tutte le idee,
sia le tue che le mie.
dammi la mano, fratello,
a me l'odio non dice niente,
mi dice sempre molto di più un sorriso.
come vedi tempo per vivere e tempo per morire
ce n'è ancora parecchio, in giro per il mondo.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO


LA RICERCA DEL SENSO 
NELL'EPOCA DEL NARCISISMO IMPERANTE

"cosa sono mai tutte queste cose della vita?", chiedi,
e cerchi il significato.
ma il significato è una poesia
che tu stenti a vedere.
una saggezza invisibile che si muove
con il nostro stesso corpo,
con ogni nostro gesto,
con ogni nostra singola parola,
è lì la pupa perfetta della nostra necessità,
del nostro istinto
e del nostro destino.
ci affanniamo sempre,
ci perdiamo,
ci affatichiamo
nel labirinto confusionale dei nostri pensieri,
nell'isola introvabile della nostra stessa anima,
polverizzati in 100.000 io
che appaiono per un secondo e poi spariscono
diventano dei re assoluti per un attimo e poi si bruciano,
noi navighiamo in un mare infinito
che noi stessi siamo,
e lì naufraghiamo nella più completa ignoranza
del nostro enigmatico esistere.
ma in questo brulicare di mani in cerca di aiuto
siamo pure noi
senza canotti
e senza bontà,
vogliamo riportarci a noi stessi
ma è persa la strada maestra della nostra umanità.
il nostro stipendio di vigliacchi
ci rende stupidi e silenziosi.
ci siamo scordati di parlare,
di dire a noi stessi cos'è il tempo,
cos'è la vita.
che senso si nasconde
in questa assoluta mancanza di senso.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

martedì 26 luglio 2016


BETTY PAGE BALLA
(la Poesia)

non hai da cercare molto per trovare la poesia,
la poesia è quel fiume in piena della vita
che ti scorre proprio davanti al tuo naso,
la poesia è anche quella vita prepotente che hai in te stesso
e che ogni tanto ti impone di alzarti
e di metterti a ballare come un pazzo.
e a te non te importa proprio niente
se il direttore del giornale ti guarda male
e poi ti toglie per sempre il saluto
e ogni volta che t'incontra volta lo sguardo 
facendo una smorfia molto offesa.
o che il vicino al contrario ti viene a chiedere l'elemosina
e cerca di turbarti con la sua estrema povertà.
la poesia è tutto quello che hai da dire
senza freni, inibizioni o, peggio, autocensure.
è molto facile scambiare la poesia per pura follia,
ma la poesia è semplicemente vita che vuole vivere,
amore che vuole amare,
sorriso che vuole sorridere,
lacrima che vuole piangere,
nulla di più, nulla di meno.
proprio come la vita che vive qualsiasi cosa succeda,
oltre e aldilà di qualsiasi ostacolo,
a prescindere da tutto quello che il mondo combina
nel bene e nel male,
a onta pure di tutto quello che gli uomini possano pensare
nel giusto e pure nello sbagliato.
la poesia può pure essere una matta di manicomio,
la poesia può essere pure la segretaria
di una compagnia di assicurazioni.
la poesia comunque scorre sempre 
in quel fiume in piena della vita
che ti passa a ogni minuto proprio davanti al tuo naso.
sia che ti piaccia, sia che non ti piaccia.
la poesia è una forza della natura
che va sempre avanti 
e non si ferma mai.
qualsiasi cosa accada,
qualsiasi cosa si dica,
qualsiasi cosa si faccia,
qualsiasi sia il posto dove il destino
ha deciso di farti nascere.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

lunedì 25 luglio 2016

C'ERA UNA VOLTA

c'era una volta una volpe e un bandito in un bosco.
chissà perché io mi trovavo là
a cercare qualche poesia,
e cespuglio dopo cespuglio, siepe dopo siepe
mi ritrovai maldestramente a pregare il cielo nero
di farmi luce,
e chissà perché mi misi ad aspettare una lettera
che non sapevo manco da dove mi doveva arrivare,
il cielo nero mi donò non una sola luce
ma un firmamento tutto acceso
che mi illuminava tutte le ombre,
e tra le siepi, i cespugli e gli alberi fitti
ancora non mi arriva quella lettera
che sempre non so di che potrà mai parlare.
in compenso nello strapiombo di una poesia
ho trovato una rosa,
e così della famosa lettera me ne sono proprio scordato
e manco cerco più quei conti
che so benissimo mai mi pagheranno.
un romanzo è un romanzo, mica una parolaccia del destino.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
chi non pensa per conto suo
sovente si appoggia sulla menzogna altrui,
che anche la gallina quando depone il suo uovo
sempre si astiene dal raccontare dove mai è andata
a prenderlo,
così a volte parli
e sai fin troppo bene
che ti faranno l'eco sulla tua stessa voce
per venirti a sorpresa a denigrarti:
ci sarà sempre gente che non vorrà mai crescere,
per questo incolpano sempre i poeti
dell'esistenza di tutte le ombre.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

BARCHETTE IN ALTO MARE

non credere a tutto ciò che ti dicono,
sempre di quel che ti dicono
metà è menzogna, un terzo zavorra
il resto zucchero e caramelle.
la verità è in alto mare
che forse affonda con la prossima tempesta.
su quella barca tremebonda
c'è pure l'amore vero
che, così al largo,
rischia davvero di non essere avvistato mai da nessuno.
la verità non è gloria né vanto.
è soltanto una parata di barchette misere
in alto mare,
è una corrente lontana
dove amano i poeti andare a naufragare.
la poesia nella vita
è raramente discorso,
è solo sentimento, gentilezza e umanità,
è solamente una preghiera di ringraziamento al destino,
il poeta si accontenta spesso solo di se stesso come amico,
perché sa che in tasca si porta sempre
una briciola di sale purissimo,
un sogno
e una visione futura.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

IO SON FORSE UN MARINAIO,
NON SO DAVVERO ESSERTI PIU' PRECISO

non so dirti precisamente come sono,
ma io son uno di quelli che non tradiscono mai,
né il giornale,
né il battito del cuore originale,
né la bandiera strappata della battaglia persa su tutto il fronte
io son di quelli che hanno la testa perennemente in volo
tra le nuvole, nere bianche o fosche che siano,
se la tasca la segue bene
altrimenti se ne vada al diavolo pure lei e amen 
a tutto il resto dello stormo rimasto a terra.
io son di quelli che se devo andare vado
niente per me rimane a mezza misura
o tutto o niente, le briciole dei vigliacchi non son mai per me,
non mi si confanno, preferisco di gran lungo la fame
ma che in compenso sia del tutto vera.
io son uno di quelli che gli piace andare a fondo,
le menzogne, le falsità, i sorrisini fasulli
che se ne accontentino altri,
io preferisco una coltellata, sia pure alla schiena,
ma che sia sincera almeno quella.
io son di quelli che non tradiscono mai,
né gli amici
né i fiammiferi, siano pure un po' bagnati,
né la famiglia
né il paese
né la città
né la patria
né l'umanità,
soli fissi di una costellazione in cielo che mai tramonta
per un uomo che sappia almeno di che significa navigare
per i mari di questo vasto mondo.
io son di quelli che non tradiscono mai
soprattutto l'amore,
che una volta che t'ha scelto
va sempre voluto cercato difeso e praticato
come la più grande religione che ci possa essere
perché infatti è proprio quello il nascondiglio preferito
di Dio in persona.
io son di quelli che seminano sogni
anche a costo di rimanere senza una lira, senza pane,
deriso da tutti, scansato dai migliori come dai peggiori,
perché davvero quelli come me sanno molto bene
che l'anima da sola non vale niente,
né può sorridere
né può essere mai allegra,
che se l'anima non la doni a chi ti ama
e a chi ti stima e zitto zitto t'aiuta,
è davvero un pezzo vecchio
che manco un cane per strada andrà mai ad annusare...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
ci sono dei paesi del sole al sud,
dove fantasticare è più semplice che altrove,
dove l'allegria è un gioco di dama
che si fa con la vita,
al sud si fatica molto più pesante che in altri posti
e forse mai manco ti pagano,
ma in compenso sognare non costa nemmeno un centesimo,
sarà per il cielo azzurrissimo
che ti viene di chiudere gli occhi
e pensarti il fratello più piccolo della tua terra,
figlio anche te del sole, padre di tutte le cose
che sempre penserà a te come a uno dei suoi prediletti,
non come molti altri che si struggono insonni per tutta la notte
e inquieti per tutto il giorno,
e non sanno mai cosa fare...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

domenica 24 luglio 2016


I PICCOLI DESIDERIUCCI DA 4 SOLDI

C'erano una volta tre impiegate, tutt'e tre amavano il capoufficio, e il capoufficio le amava tutt'e tre a sua volta. Ma pure le tre donne se ne fregavano altamente del capoufficio, e il capoufficio se ne fregava a sua volta bellamente di loro tre, impiegate da nulla molto facili da conquistare quali erano. L'ufficio comunque progrediva grandemente anche in questa fosca atmosfera.
Il capoufficio diceva sempre:
"Sono i piccoli desideriucci senza alcuna importanza che fanno andare avanti questa baraonda di mondo senza mai né un capo né una coda. I grandi desideri più grandi di una montagna rocciosa non portano mai a niente, e soprattutto non si realizzano mai!"
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

sabato 23 luglio 2016



CALIGOLA

    C'era una volta un imperatore che nominò il suo cavallo senatore, poi saltò in groppa a un senatore e si fece una lunga galoppata. Poi un suo consigliere gli disse:
   "Maestà, perché non prendi una tigre e non la fai diventare imperatore?"
   "Ma poi credi che due imperatori sarebbero un bene? Per me poi non sarebbe molto difficile andarmene in giro cavalcando una tigre? Anzi giacché ci sono prenderò una tigre come consigliere politico visto che me l'ha consigliato il mio migliore consigliere politico. Ti licenzio come filosofo e ti assumo come pasto di tigre", disse l'imperatore.
    Il suo consigliere politico naturalmente fece una brutta fine, una tigre si mise a fare il filosofo per tutto l'impero.
    "M'avesse almeno consigliato di far diventare imperatore un rospo avrei apprezzato il suo umorismo, ma come posso fare ad apprezzare in un mio collaboratore il suo segreto desiderio di uccidermi? Sarò di sicuro pure un pazzo scatenato ma nessuno può ignorare che a questo mondo è nel comando assoluto una sapienza infinita che è del tutto impossibile controllare. I cospiratori non sanno che il loro limite insuperabile sta proprio nella loro stessa cospirazione, che immancabilmente se li divora spietatamente a uno a uno. Solo il tempo è il più grande rivoluzionario della storia... O tu elimini me o io elimino te... Così non può esserci altro vincitore a questo mondo che il tempo...", disse l'imperatore.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

martedì 19 luglio 2016

il sole si rispecchia in un cavallo bianco al galoppo,
in una immensa aurora
senza menzogne da portare avanti,
la bellezza che non parla ma ride,
quell'erba sul ciglio della strada
così contenta di esistere,
quell'anima pura
che sembra un fiore
e invece è una spada che combatte per esistere,
proprio come quell'erba coraggiosa,
sul ciglio della strada.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

MILAN BLUS BANN romanzo

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo
MILAN BLUS BANN
romanzo
ACQUAVIVA, 2015

3. VOL.
su Goolge Books:
https://play.google.com/store/search?q=g.%20d%27ambrosio%20angelillo%20milan%20blus%20bann

DOSTOEVSKIJ

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo
DOSTOEVSKIJ
saggio-narrazione in 9 volumi
ACQUAVIVA, 1996-2001

on Google Books:
https://play.google.com/store/search?q=g.%20d%27ambrosio%20angelillo%20dostoevskij

PAESAGGIO SFUOCATO DI UN PAESE DEL SUD

PAESAGGIO SFUOCATO DI UN PAESE DEL SUD

o paese mio, che non vinci e non perdi
ma che semplicemente te ne stai lì,
a sognare maldestramente
nelle tue pietre scure un po' consumate,
con i tuoi alberi in piazza sempre malmessi,
e canti alla luna come al solito,
così alta che manco ti sente.
inganni e bottiglie preziose vuote da anni,
non se ne intriga più di te nemmeno Dio,
e se devo dire la verità anche il diavolo mi risulta
che s'è abbastanza stufato.
sempre le solite mani libere,
sempre i soliti invischiamenti,
i vanti al vento come gran pavesi di finte ammiraglie,
ispirazione zero,
i migliori tutti emigrati al nord o all'estero,
le belle ragazze addormentate nei loro fiacchi letti.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

IL MEDIANO NELLA BIRRA romanzo



on Google Books:
https://books.google.it/books?id=QZk7ubrq3x4C&dq=D%27AMBROSIO+il+mediano+nella+birra&hl=it&source=gbs_navlinks_s

POETA

poeta, che fai ridere il mondo
con la tua assurda domanda,
che danneggi inopportuno il tempio
con la tua preghiera scalcagnata,
che ti spacci per un eroe
e non sei invece che una bestia con i fanali accesi,
che accendi sempre uno strano fuoco
in una casa che non è tua,
che sbagli sempre entrata con il tuo vento di nulla,
che raccogli gramigna e la vendi per fiori profumati,
"il mondo è bello", dici sempre,
ma forse bello è solo il tuo libro
che non ti dà manco da mangiare.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

ECCO CHE COS'E' LA POESIA...

che cos'è la poesia?
è un piatto di maccheroni ideali
che ti fa sorridere di pie illusioni la pancia,
un filo di fumo di sigaretta che ti svia la vista,
una spinta di lato dalla retta via
che ti fa traballare in un'autocondanna mentale,
è un amore infinito 
che mai sarai capace di capire fino in fondo,
un fondo di fiaba avanzato
che ti molla uno schiaffo in piena faccia
per farti svegliare finalmente,
perché sono già 3 secoli che dormi
abbracciato contento alla tua solita confusione
di cosa sia per davvero il vero bene che ti riguarda.
ecco che cos'è la poesia.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
gira la testa attorno a quel qualcosa di sbagliato
che vortica per il mondo,
le scarpe che concepirono quell'atroce inganno,
quel cinema di luglio
in emergenza di fantasmi,
dove la frontiera va chiudersi
sul campanellino della follia che suona per strada,
"pronto?... pronto?"
"sì?..."
"è tutto pagato... tutto molto ingiustamente..."
il pianoforte suona,
ma s'è incagliato pure lui,
inspiegabilmente...
o è il vento del deserto
o è la polvere del nulla...
lo sguardo della poesia che ti fissa
come se fosse la lancetta di un orologio che cammina,
cammina,
cammina,
sempre come noi senza sapere dove...
GDA 
l'esecuzione del ticchio,
ah, l'esecuzione del ticchio.
quando dall'alto della burocrazia della nostra superbia
condanniamo l'altro al suo nulla solitario,
e noi corriamo di scatto a incassare 
la nostra vigliacca inesauribile stupidità.
GDA

lunedì 18 luglio 2016

L'AMORE RUBATO


L'AMORE RUBATO

rubate pure tutto l'amore che potete,
tanto chi se ne accorge?
nessuno vi punirà per così poco!
rubate pure tutto l'amore che potete,
tanto che vale l'amore?
chi mai punisce il ladro d'amore?
il povero innamorato abbandonato
è un paniere pieno di pagnotte lasciate incustodite,
è una botte di vino buono lasciata incustodita per strada,
ognuno che passa, si ferma, si guarda intorno
e beve alla chetichella.
il povero perduto non lo guarda più nessuno,
la povera innamorata senza più nessuno
va sola per la sua strada
e se possono le rubano pure le scarpe.
GDA 

IL POETA NEL SUO ANGOLO DI PIAZZA


IL POETA NEL SUO ANGOLO DI PIAZZA

si arrangia il poeta
e tira su numeri dal nulla per far stupire chi se ne intende,
è chiaro nessuno fa niente per niente
ma il poeta, chissà come ci riesce,
ne è capace,
guasta la festa a tutti i fanfaroni
e spacca il divano pure al salotto dell'imperatore delle lettere,
si beve un caffè prima di notte
e va avanti all'infinito
col suo numero di scapestrato,
gioca a scacchi con la sua anima,
col suo sguardo perduto, con i suoi calci alle etichette,
il poeta che ride di gusto degli altri giochi
fatti di solito con le monete d'oro rubate ai poveri.
si mette proprio nudo a volte,
vestito solo di una singola rosa rossa,
chiede il suo solito nichelino
e se lo cuce come una medaglia di guerra sulla giacchetta.
recita sicuro la sua solita filastrocca di vecchia cornacchia
a tutti quanti,
a furfanti e comici di cartellone,
ognuno gli mostra la sua smorfia ironica 
come unico riscontro,
lui intanto segna il suo punto immaginario
e continua sicuro con il suo putiferio ultracervellotico usuale,
è un poeta,
è anche logico che sia pure un superpazzo.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO