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sabato 15 luglio 2017

IL TRENO DEL LICEO

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo, a 14 anni
IL TRENO DEL LICEO

quando prendevo quel treno per Gioia
per andare al liceo,
a baciare per la prima volta quell'amore
che per fortuna persi per terra,
perché in un solo anno non si può capir niente
dell'infinito che ti bussa alla tempia per la prima volta,
con una signora di giornale
che ti invita al mare
con tutti i romanzi di Cesare Pavese messi in una tasca,
sono solo ombre vane
che spariscono d'un botto sulla spiaggia d'oro
della prima onda,
il ragazzo è un folle sicuro dei fatti suoi
e va sempre a caso
per riconoscere a naso il suo vero manicomio.
il suo grande romanzo allegro
che gli farà girare la testa per davvero.
il mare scuro della sua vera nave,
l'acqua d'amore ha la sua specifica lingua,
la sua metafora,
il suo poeta sconosciuto.
aspettai ancora su quel treno di dieci minuti esatti
per arrivare alla mia storia
che per davvero io sapevo già a memoria
molto prima che si mettesse a cominciare davvero.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO 

SAGGEZZA DELL'UOMO UIMILE

disegno di Tommi D'Ambrosio, all'età di 5 anni
SAGGEZZA DELL'UOMO UMILE

è saggio il gatto quando dormicchia sul tappeto
e non pensa a nulla,
perché davvero lui è sempre senza colpa,
qualsiasi mattana abbia mai combinato,
così è pure l'uomo umile
che scrive il suo libro pieno di speranze
e nessun serpente pensa mai a trovargli
gli errori,
perché davvero mai fa del male a nessuno
qualsiasi follia abbia mai scritto.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

HA UNA VOCE L'AMORE



HA UNA VOCE L'AMORE

ha una voce l'amore
che tutti possono ascoltare benissimo,
perché mai ti comanda
e sempre ti serve a ogni occasione
appena tu apri bocca
per chiedere qualcosa.
l'amore ti porta su una stella
e tu non te ne accorgi neanche,
l'amore ti copre la notte quando fa un po' freddo,
e tu al mattino ti svegli caldo
e sorridi senza neanche sapere perché.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

MISTERI DI POETI


MISTERI DI POETI

che strano sentimento
e che strano sorriso ti prende alla gola,
quando con certezza attacchi frontalmente
quella strana terra dei sogni
dove tu ti ricordi tutto,
di quelle bislacche ragioni
che hai perso completamente di sostanza.
da bravo pescatore
fai scappare tutti i pesci che raccogli,
da bravo cacciatore spari all'erba
e la lepre scappa sicura lungo il tratturo,
cosa tu appendi alle pareti come trofei
non lo sa nemmeno il tuo gatto,
che fissa la tua rete fatta di dei
e non riesce a catturarci neanche una mosca.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

SCRIVO



SCRIVO

scrivo oroscopi di bene
per grandi facce di struzzo
che guardano da un'altra parte,
scrivo manifesti futuristi
per presidi di scuole con tutte le librerie tarlate,
padroni di palazzi pieni di gioielli scaduti
che ormai non vuole più nessuno,
scrivo di nascite di poeti futuri
con belle potenti calamite di giorni felici,
scrivo da tempo una piccola poesia infinita
dove con una sola iperbole
ci staremo tutti dentro,
senza più un motivo per litigare
e scannarci tra di noi
per la solita rovina comune...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

AMORE



AMORE

Amore,
il sì è un'estate potente
dove sempre si prepara
una tavola bandita a sogni
e molliche di risate appena sfornate,
dove la poesia è restata a lungo nel cuore
che cuoceva a dovere
quella zuppa bollente della fortuna,
dove si ride con niente
e si è felici con mezzo caffè,
con mezza parola,
con la scorza del limone appena zuccherata.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

BENEDETTA TE, AMORE MIO


BENEDETTA TE, AMORE MIO

Benedetta te, amore mio,
che raccogli nuvole dal cielo
per mischiarle con baci e sogni
di tutte le venute
che mostri alle antenne dei tetti.
o te benedetta,
che accendi candele nelle notti
per chiamare il vento dell'amore
e tocchi quel bianco sulle tue mani,
quel velo di baci
che mi metti addosso per farmi sorridere.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

IL PESCE DELL'ALLEGRIA


IL PESCE DELL'ALLEGRIA

il tuo viso colorato di rosso e d'azzurro
mentre ti specchi nel tuo compleanno
e noti silenzi che non hai mai visto prima,
colline, cime di pensieri
che ora ti guardano sorpresi.
il cuore è un campo di Dio
con siepi a fuoco, spine di ruggini
e fiori seminati a coraggio.
giorno per giorno
i figli ti rincorrono per ridere,
per sapere il titolo del film
da vedere a sera,
per vedere il pesce dell'allegria
che scappa dal corridoio scoppiando a ridere,
non ha una meta la gioia,
è solo un paese della bellezza
dove questo mondo scrive poesie d'amore.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

sabato 8 luglio 2017

SAN MICHELE ARCANGELO


SAN MICHELE ARCANGELO

san Michele Arcangelo,
che hai dato terra e acqua a Dio
per creare ragazzi e ragazze,
che nel tuo sguardo di angelo sognatore
hai creato anche tu come messaggero di somiglianze
il miracolo dell'amore della vita,
il bacio del nulla con il tutto,
l'abbraccio della lacrima con il sorriso,
in questo teatro di venti e di soli
dove anche noi voliamo fieri
di pregarti ogni tanto di proteggerci
dall'alto della tua mano armata di bene.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

A ANTONIO MONTENEGRO, DI ACQUAVIVA, NEL GIORNO DEL SUO COMPLEANNO


(a Antonio Montenegro, di Acquaviva.
nel giorno del suo compleanno).

ne abbiamo presi di treni
per andare da una collina all'altra
lì sui primi cieli di Acquaviva,
da una città greca
alle strade sepolte dell'antica Roma,
quando ridevamo di gusto alle ridicole antifone
della nostra sempre allegra gioventù,
che con fede segreta
proclamiamo continuativa ancora adesso.
chi guarda nella nostra anima
sa che c'è poco da mandare a fuoco,
nonostante la rovente estate
e i tetti abbandonati e mezzi crollati.
passano gli anni
e noi come un miracolo rimaniamo sempre gli stessi,
con quel sorriso così caparbio
che mai se ne va in piazza
senza un bicchiere di vino viola forte
da offrire agli amici
come un mezzo comizio d'amore
e d'allegria.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

PER LO SPOSALIZIO DI ANTONIO E SILVIA (DUE MIEI AMICI DI ACQUAVIVA)


PER LO SPOSALIZIO DI ANTONIO E SILVIA
(DUE MIEI AMICI DI ACQUAVIVA)
Da fidanzati
diventerete marito e moglie,
da ragazzi
diventerete un uomo e una donna.
Tu Antonio
sarai sempre un sorriso smascherato,
tu Silvia
sarai una conchiglia in riva al mare.
Come un poeta Antonio farà di te una Musa,
e a nuotare nell'acqua viva
ti farà una sirena nella fontana.
Sarete le ali di un unico angelo
che sempre vi volerà accanto
nella vostra casetta gonfia di carezze,
al vostro tavolo caldo di pagnotte d'amore,
vi bacerete finalmente davanti a tutti
senza più aspettare oltre.
Volerà il riso,
voleranno i confetti dolci,
volerà la felicità.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

ANGELICO VA A SETTEMBRE IN UNA NUOVA SCUOLA


a tutte le prof e i prof della
Scuola Media Statale "SANDRO PERTINI" di Milano

ANGELICO VA A SETTEMBRE IN UNA NUOVA SCUOLA
Come siamo contenti, amici,
abbiamo attraversato la scuola media
come una terra di luce allegra,
solo qualche temporale
e pochi scherzi venuti stonati.
Anche noi ora siamo occhi
che brillano come lampadine accese
e vanno a rischiarare altre campagne inesplorate,
lì vicino alla periferia
che va a baciarsi al cielo d'estate.
Amici,
andiamo anche noi ora a pescare
nei placidi laghi stranieri che siamo noi stessi.
Pensare a sera
il giorno nuovo
di quelle scuole
dove come uccelli andremo a volare liberi.
Grazie, prof,
per tutti i sogni che ci avete insegnato
come resoconti di strani violini verdi.
Scusateci se qualche volta ci siamo distratti
e ci siamo messi a giocare a mosca cieca.
Ma ci avete voluto bene
e pure noi ve ne vogliamo a voi.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

martedì 27 giugno 2017

NOI POVERI OPERAI DEL SOGNO, I POETI



NOI POVERI OPERAI DEL SOGNO, I POETI

e noi poveri operai del sogno
appiedati qui in questa grande città,
bevendo inquiete acque di Naviglio,
mangiando panini imbottiti di aringhe di nulla,
con ridicoli cappelli di paglia contadini,
di stanza da sempre nella bella casa povera del sogno,
non più grande di una valigia di cartone,
fuori dal giro, fuori di testa, 
fuori pure dal balcone arguto del violino,
vicino un ponte che porta direttamente
verso la nostra amatissima giovinezza,
quella poesia di gran strapazzo che mai ci affatica,
che mai ci affranca.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
tira il solco della vita
col tuo forte aratro d'amore, amico,
semina grano e dubbi
nel mitico campo di Dio,
guarda la fontana che ti dà l'acqua,
il fuoco che ti dà la fiamma,
c'è là quel soldato semplice del destino
che non fa che eseguire ordini
che non sono mai i tuoi,
ma perderti non puoi se hai fede
in quella tua misera speranza
che hai messa alla prova già migliaia e migliaia di volte,
ma la carretta delle vive semenze ce l'hai ancora,
semini pure a notte
tutte quelle vivide stelle
così che con le loro nuove luci
tu non possa ancora perderti,
per andare ancora avanti,
più forte del ricordo della tua prima follia d'amore...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO


di vecchie pietre è bella Milano,
e di nuove solitudini per via,
che raccolgono vere andature di pianura
per reggersi ancora
su piene di donne
che cantano beate in un unico sentimento,
il sogno di una giovinezza
che vive sempre di un antico coraggio.
di quell'unico amore di primavera,
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

lunedì 26 giugno 2017

ANGELICO E L'ESAME DI TERZA MEDIA






ANGELICO E L'ESAME DI TERZA MEDIA

Figlio mio, il tuo sorriso ha vinto ancora,
coi tuoi capelli di angelo appena arrivato
a narrare ancora la sua favola perfetta.
Io che ti procuro sempre il piatto che preferisci
e ti dico sempre l'amore per il meglio.
Sulla bandiera dei tuoi sogni monelli
qualche volta non ti capiscono
ma la tua allegria è la lingua segreta
della nostra comune anima umana
e allora te la cavi sempre,
sempre col 6,
appena sufficiente,
sin dalla prima elementare sei stato sempre così,
e sempre te la cavi,
con il tuo sorriso, il tuo buonumore,
il tuo pelo di gattone ribelle.
Perché primeggiare?
Nella tua corsa per la città di ragazzo felice
che senso mai può avere essere primi?
Anche il gatto se ne va nella notte tranquillo e soddisfatto,
e manco si fa vedere da nessuno.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

domenica 25 giugno 2017

IL BENE CHE CI FA SEMPRE ALZARE


IL BENE CHE CI FA SEMPRE ALZARE

io vivo accanto a una innocenza
che mi sorprende sempre,
una specie di pittura
dove sempre vado a sedermi su una sedia
per farmi prendere per pazzo,
e vado a pensare che il divino e l'umano
condividono lo stesso bivacco della natura
e del mondo,
quando si fiorisce per una strana forza
che scorre nella stessa miccia,
nella stessa magia che fa muovere tutte le cose,
gli uomini,
i mondo,
le stelle,
le costellazioni,
le intere galassie.
questa terra di pianura che fugge sotto il mare,
si alza fino alla montagna più alta.
una benedetta primavera
accarezzata dai venti di tutti i nostri volti.
poesie chiacchierone che tutti noi ignoriamo,
per puntare inevitabilmente
al solo amore che ci fa vivere meglio.
il bene che ci fa alzare sempre
per servire i nostri arcangeli
che siedono alla nostra stessa tavola.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO 

UN PESCE IN CIELO


UN PESCE IN CIELO

io traduco in utopia
quel che gli uomini chiamano disperazione,
"ma come?, dico io,  avete pace,
e per il pianto di un giorno
mandate a carta macero la meraviglia del mondo?
l'amore, la vita, il fiore che voi stessi siete?"
ma poi il dannato per loro divento io,
come mi permetto con la mia maledetta speranza
di mettere in dubbio il dolore loro?
ma non si tratta di questo.
si tratta di vedere tutto,
non solo l'odio,
non solo la vendetta,
non solo il nulla,
ma anche se è possibile
pure il perdono,
la saggezza,
la vita.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO 

"ANGELILLO - La lieta vertigine dell'Utopia". film di Ricky Farina, filmmaker de "Il Fatto Quotidiano"

SUONANO LE CAMPANE DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE SUL NAVIGLIO


SUONANO LE CAMPANE
DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE SUL NAVIGLIO

suonano le campane 
di Santa Maria delle Grazie sul Naviglio,
rintocchi di vita
nella giornata di pioggia d'estate
ariosa e maleducata come un sospiro,
intrigante come un violino,
come una risata nel silenzio di un fiume meditabondo,
che è lento e chiama l'incantesimo,
solitario, padre severo di figli in fuga.
o nuvole veloci di strepitose fantasie,
che arrivate fin qui
per svegliarci e non ci riuscite,
stiamo ancora facendo l'amore 
con una fata bellissima,
lei, il nostro amore,
tira avanti una famiglia numerosa
con 4 bucce e 10 lire,
è una ragazza che viene dalla neve,
eppure non si trova male
in questo caldo che sa deserto,
ma io le do un'arancia di Puglia
e lei accende un piccolo lume infinito
sul soffitto della nostra piccola casa,
qui, sul confine col cielo estivo di Milano.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

O POETA BISLACCO


O POETA BISLACCO

o poeta bislacco,
che nasci come un angelo allegro
per festeggiare questo mondo
così pazzo e incredibile,
giovane per sempre
e sognatore inguaribile,
ridendo
servi sempre il piatto di fagioli quotidiano,
con un limone magico
plachi la sete d'infinito di tutti noi,
poi te ne vai per strada
e fai germogliare il fiore di cipolla
che sfama tutti noi poveri, 
di spirito e di saccoccia.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO 

IL SOLITO 6 CHE CI BASTA SEMPRE


IL SOLITO 6 CHE CI BASTA SEMPRE

hai toccato il pavimento
per accendere la lampadina di Dio,
era un pensiero vuoto
che hai riempito con un sogno bello,
hai zappato la terra
ed è spuntato un futuro abbastanza difficile,
ma eri comunque sicuro che te la saresti cavata
con il solito 6.
c'era lì la tua solita fantasia,
sulla tua solita nave
in viaggio sul solito mare ignoto,
destinazione alto mare e poi chissà.
lasciate che il destino vi baci in fronte
e poi tocca a voi preparare 
quella sciocca buonissima minestra
che vi piace così tanto...
quella incerta corona
che vi nomina re di voi stessi...
quella famosa libertà d'amore
che vi gonfia di felicità il cuore...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

martedì 20 giugno 2017

SOLO UN SUSSURRO

SOLO UN SUSSURRO

quella finestra sul mondo
da dove a volte spediamo cartoline d'amore
quando ci viene da sorridere per niente
perché tacere non serve neanche alla solitudine,
gli occhi ci splendono
e la forza s'acquatta dietro di noi,
si sente una rosa pure lei,
e noi sogniamo,
come dei folli dietro una finestra,
uomini strani che se ne vanno sempre davanti,
con in mano un vento leggero celeste,
per raccogliere tanti fiori
e spedire solo un sussurro d'amore.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

ROMANZO


ROMANZO

manda al galoppo tutte le parole
sono tutte nuvole piene di ricordi,
carri pieni di nebbia,
se non si mettono a correre liberi
tu dopo tanto dormire
lascerai perdere tutto nel sole
che se ne va a tramontare.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

IL MOMENTO

IL MOMENTO

bisogna sperare nel momento,
e sorvolare la paura del brutto,
l'amore continua oltre la tua rabbia,
oltre una parola che non continua,
dai la colpa al caffè
dai la colpa al domani,
pensa pure che il momento è diverso.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

NON VA MAI VIA LA POESIA DALLA NOSTRA VITA


NON VA MAI VIA LA POESIA DALLA NOSTRA VITA

non va mai via la poesia dalla nostra vita,
è sempre attaccata a filo doppio sul soffitto
della nostra casa,
con la sua ragione d'amore
proprio sulla soglia
a dare il benvenuto a qualsiasi smarrimento,
ad aprire la sua fonte
a qualsiasi ospite pellegrino
che viene a suonare proprio a noi
la sua lontanissima passione di stella.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

IN QUESTO PENTOLONE DI SOGNI


IN QUESTO PENTOLONE DI SOGNI 

in questo pentolone di sogni
butto a bollire tutte le mie verdure
tutti i miei avanzi di pasta,
le risate che mi arrivano da plutone,
che non vivono senza terra,
cambia il tempo e cambiano i ricordi pure,
siamo fatti tutti della stessa terra
dove un giorno Dio ci soffiò sopra
facendoci belli come nuvole
che vagano nel cielo,
chi uomo, chi donna, chi dolore, chi risata,
tutti con una certa fame di fuoco, di luce.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

ANGELICO E LA SUA FAVOLA



ANGELICO E LA SUA FAVOLA
il tuo spirito è sempre allegro, Angelico,
e te ne vai sempre attorno agli altri
e ci giri intorno,
e giochi sempre con i tuoi vecchi colori
e le tue penne antiche,
come me che giro attorno a una favola,
una favola che ride come te,
e canta che la vita è bella,
la vecchia favola
che ti fa sempre ridere.
come fa sempre ridere pure i tuoi fratelli,
che ti guardano nella tua allegria
e scoppiano a ridere pure loro.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

martedì 16 maggio 2017

L'UOMO E' UN ALLEGRO MARINAIO


L'UOMO E' UN ALLEGRO MARINAIO

l'uomo è un allegro marinaio,
un mare di nulla, una nave piena di folli
dove ognuno batte con un martello infuocato 
un oscuro destino
che sei tu stesso,
una casa molto piccola
dove a sorpresa a volte si fa vedere l'infinito della vita,
e tu allora vai avanti senza paura ancora una volta,
con una pizza, una chiacchiera ridicola,
un caffè, una fiamma che arde anche sotto la pioggia... 
per le incredibili strade di questo mondo
fatto d'acqua pura, di vallate matte,
di cieli così pieni di bellissime storie...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

LA TUA GENESI


LA TUA GENESI

ride la sapienza della mia solitudine,
balorda utopia di chissà quali antichi secoli,
di me tutti preferiscono l'oblio,
perché son nessuno
e mai qualcuno mi verrà dietro,
né tanto meno comunque lo desidero.
sono solo una poesia
che qualcuno mangia
e poi ne getta via la scorza.
nessuno segue l'uomo
che non conta niente,
ognuno segue l'uomo
che è il più furbo di tutti,
l'incantatore dei serpenti
che si morde la sua stessa coda
e cade alla fine colpito dal suo stesso veleno.
nessuno ha così tanta pazienza
di leggere fino in fondo il Cantico dei Cantici,
l'Apocalisse dell'apostolo Giovanni,
tutti preferiscono l'oro e l'infinito contante
di quello che se la ride proprio della vita,
e dell'amore non sa proprio che farsene.
perché l'amore non ti da mangiare e da bere
e se vai avanti
è solo per un'oscura follia,
che ti mette davanti il bene di tua madre e di tuo padre
e fa nascere proprio te,
anche se tu te lo sei scordato da un pezzo ormai.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
O CUORE MIO
O cuore mio,
che mangi terra
e sorridi al tuo alto cielo.
o cuore che sei sempre solo,
che perdi sempre
e mangi ogni silenzio che ti si para innanzi.
tu sei una parola folle
che però non viene mai meno.
tu sei una promessa
che guarda il traditore
e gli si para davanti
a camminare su ogni acqua,
come al solito innocente e un po' idiota.
perché tu vuoi aiutare i tuoi fratelli
anche col dito mignolo
del tuo piede sinistro.
perché l'amore è sempre superiore
a qualsiasi odio, a qualsiasi fredda indifferenza,
che ti suggerisce chissà quale satana,
che ti vive in testa
sempre come un oscuro parassita.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO


nessuno che pensi a sorridere 
anche quando è stanco e battuto,
eppure è proprio al fondo del vicolo
che succedono le risse migliori,
i momenti più allegri che ci riserva il destino,
nelle vesti ricamate a silenzio
arriva la gioia più autentica,
tutto passa tutto cambia
e a piangere e a cadere c'è sempre tempo
più in là
nel prosieguo della notte.
una luce accesa ogni preghiera
è capace di procurarcela,
quel dio che arriva e ci concede sorridendo
la grazia del proseguire nonostante tutto,.
il cuore del poeta ride
perché sa che la notte è davvero lunga
e qualunque cosa può ancora succedere
se ci portiamo ancora qualche germoglio di allegria
dentro di noi.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

(foto di Donato Di Poce)

martedì 2 maggio 2017

I TAVOLI DI CASA



sono belli i tavoli di casa
quando ti siedi e giochi come sempre
con i sorrisi a sorpresa del mondo
che il destino sempre ti dona,
le storie che tu stesso hai almanaccato
per i beni quasi impossibili dell'amore,
da regalare come sempre a chi li vuole,
chi non li vuole guarda e borbotta, chissà mai perché,
e schizza via velocissimo,
tu ridi e dici: "ma chi se ne frega...
son d'altronde fatti suoi...",
tu invece ti perdi al solito tra le maschere
e le osterie fuori porta,
tra i cieli e i simulacri misteriosi,
tra i preti severi e i sapienti fasulli,
ma si stappano sempre in allegria le bottiglie dei ricordi,
di quando tu, sempre senza documenti, punti sullo spirito
e ti spuntano fuori romanzi di miliardi di parole,
accendi di nuovo il motore
e ti metti di nuovo a volare
con i tuoi centomila argomenti
attaccati dietro come antichi aquiloni benedetti.
la vita è una festa,
mangia, bevi e fai l'amore,
almeno una volta al giorno....
non parlare sempre...
ehilalà...
e che ci vuole?
ti vuoi forse pure farti pregare
come un vecchio rincitrullito?
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

giovedì 20 aprile 2017

CARO GIUSEPPE poesia di Giuseppe Battaglia


CARO GIUSEPPE

Caro Giuseppe
sono contento
è stato un onore
un gran privilegio
essere entrato
nella tua cattedrale
piena di libri
dove non c'era neanche lo spazio
per stare in ginocchio
libri uno su l'altro, che se stesi per terra
vicini, accostati
come la pelle di bue tagliata a strisce
dalla regina Didone
potrebbe coprire
l'intero suolo della città di Milano.
Una bancarella gigante su cui
gli innamorati sdraiati
potrebbero facilmente trovare
tante parole da darsi
senza
mercanteggiare l'amore
come si fa con gli
amuleti, i feticci.
E' stata grande l'impressione
che partendo ho lasciato il magline,
direbbe Freud, atto mancato
che indica
un desiderio di ritornare
allora se puoi, nel frattempo,
mettila  in un sacchetto
la tieni vicino ai libri
e magari in una notte di freddo
Dostoevskij avrà freddo la potrà indossare.
GIUSEPPE BATTAGLIA

(autore de "PRITUTENZA" e "LI VUCI RI LA TERRA"
poesie siciliane
ACQUAVIVA, 2017)

mercoledì 12 aprile 2017

AMICO



AMICO

amico,
non dire che non conosci la differenza tra bene e male,
leggi la lettera aperta che è nel tuo cuore,
i sacrifici della vita sai benissimo quali sono,
ricordati al mattino:
sei proprio tu il regista della tua stessa giornata,
non dire che non possiedi la luce per poter capire,
ce l'abbiamo tutti: è il sole del bene che ci accende da dentro.
non è la superbia e la prepotenza che ti fa andare avanti,
non scappare da te stesso nell'inferno di tutti i demoni.
non hai da chiedere a nessuno cos'è il bene e cos'è il male,
lo sai benissimo da solo
semplicemente guardando la luce del sole,
che ci fa vivere tutti
senza mai chiederci qualcosa in cambio.
pensi proprio di essere più grande di Dio
vigliaccamente dicendo che non esiste nulla?
se non esiste nulla chi sei tu?
perché sei proprio lì dove sei ora?
fai il finto ignorante e sei pure contento.
guardati nella luce del giorno:
proprio lì c'è il bene,
anche per te
che sei a tutt'altri affari affaccendato,
non puoi dire
io sono un malvagio
perché non so dov'è il bene...
perché se non esiste Dio
tutto è permesso...
tutto è permesso anche al mio nemico,
e dicendo questo pensi di salvarti,
e invece rischi di farci perdere tutti,
compreso te stesso.
ma per fortuna tu questo potere non ce l'hai
né lo potrai mai avere.
perché è il sole del bene che ci fa vivere tutti,
compreso te stesso,
anche se tu per pura millanteria di stupido ignorante
ti esalti nel nulla della tua stessa coscienza,
ti esalti nel male che ti piace fare agli altri..
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
(dopo aver sentito ieri sera al telegiornale
tante brutte notizie di cronaca quotidiana
della nostra cara e bella Italia...)

CIELI E TERRE


CIELI E TERRE
il cielo ci circonda, la terra ci regge,
qualche volta ci sediamo agli stessi banchetti degli dei,
così alla carlona, con i nostri sorrisi da niente,
e manco ci facciamo caso.
gli sguardi dei nostri cari sono i cieli che ci esaltano,
le belle parole delle vicine origini dei nostri ricordi
sono le terre delle nostre meraviglie
che senza sforzi ci danno da mangiare quotidianamente,
perché dare così tanto valore al silenzio,
se le nostre utopie senza posa
ci regalano con tanta facilità
una città intera così piena di così tanti felici discorsi?
un campo di grano che cresce sotto il sole
è sempre mille volte meglio di una grossa scatola a colori
sempre piena di così grosse fanfaluche,
di inganni fasulli che stanno sempre lì a imbrogliarci con nulla.
butta pure via il giornale,
è solo la brutta copia di quello di ieri,
guardati intorno,
hai cieli e terre che sorridono proprio a te.
lascialo pure perdere il telegiornale
così sempre pieno di brutte notizie,
sono mille volte più allegri i giochi sul pavimento
che fanno con i pupazzi i tuoi bambini,
che forse capiscono più di te.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO


(cari, se vi piacciono le mie poesie,
partecipate a questa iniziativa editoriale dal basso
per la pubblicazione di un mio libro di 70 liriche,
che vi arriverà direttamente a casa...
grazie di cuore
vostro GDA...
https://www.becrowdy.com/un-uomo-innamorato )

domenica 9 aprile 2017

POETA DONATO DI POCE: PRESENTE! (ANCHE SE UN PO' BRILLO E COL CULO A TERRA)


POETA DONATO DI POCE: PRESENTE!
(ANCHE SE UN PO' BRILLO
E COL CULO A TERRA)

al poeta piace bersi il mondo, 
e poi andarsene a nascondersi in una siepe buia,
dove si metterà a raccontare a se stesso
che la vita è bella e merita di certo più vivo buonumore.
con pensieri di ragazzo
si metterà a raccogliere palline,
bocce di dolore che nessuno vede,
è un uomo e non si scansa di guardare
ogni foro d'abisso,
spacca ogni secondo e ci trova la bellezza,
è nascosto e lo può pure dire ogni volta che vuole,
è cresciuto purtroppo
e allora così è costretto a bere un po'.
l'infanzia gli dice ancora per fortuna
che il paese è colorato
e l'anima vola così contenta di essere proprio così pazza,
che ci ha da perdere?
le pietre son quelle che sono,
soprattutto quando ti beccano in piena zucca!
e i vecchi mica te lo sanno dire
dove si trova l'albero del bene e del male,
le mele le hanno ormai rubate tutte
e sono andati a vendersele al mercato ortofrutticolo
dei cani gialli e delle mosche bianche,
la libertà dell'uomo è pure sempre la stessa:
di cercare sempre Afrodite
e mandare pure all'inferno tutti gli altri fessi,
di malvagi ce n'è a iosa
ma pure la brava gente si fa trovare non c'è malaccio,
accontentarsi è il destino del poeta,
ma pure quegli altri non fanno mica molto di più
a raccogliere i loro stupidi sacchi, 
sempre in un qualche modo rotti.
ci son nemici dappertutto,
l'importante è non andarne più in cerca,
quelli che s'incontrano bastano e avanzano
per far così copiosa e ricca
questa benedetta poesia nostra.
e per fortuna ci sono pure gli amici,
non troppi ma ci sono pure loro,
che ci offrono da bere un bel cicco d'allegria
e ci fanno pure una bellissima fotografia.
tale e quale come siamo noi 
con la nostra minuscola bottiglieria.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO