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martedì 28 febbraio 2017

il violinista




QUANDO LA VITA VIENE PRIMA DELLA POESIA di Nicola Vacca

Nicola Vacca con Giuseppe D'Ambrosio Angelillo in piazza del Duomo a Milano

Quando la vita viene prima della poesia



Giuseppe D’Ambrosio Angelillo crede nella vita e nella poesia perché nei gesti di ogni giorno non smette di credere nell’uomo e negli esseri umani.
Giuseppe la poesia la scrive e la vive stando ogni giorno per strada guardando, incontrando e soprattutto parlando con le persone.
Con la sua bancarella di libri della sua Piccola casa editrice Acquaviva, lo trovate a Piazza Duomo a Milano e non solo sempre pronto ad accogliervi con i poeti e gli scrittori che pubblica, ma soprattutto con la sua umanità di profondo uomo del Sud.
È davvero un grande piacere incontrarlo insieme alla sua poesia che altro non è che la sua vita messa in versi.
E di vita in versi parla il suo ultimo libro dal titolo curioso e geniale.  Mastro Geppetto e il suo grandioso  negozio di giocattoli andati a male (appena pubblicato per i tipi di La Linea dell’Equatore di Civitavecchia in 100 esemplari numerati a mano. Potete richiederlo scrivendo a fabi1975@inwind.it.  Racconta la storia umile di un poeta di strada che non dimentica mai di essere uomo e nelle sue poesia ci mette tutto il suo cuore messo a nudo per raccontare l’esistenza come quella « storia grandiosa e bella / fatta solo di affetto e bene sincero».
Giuseppe nel freddo e nella nebbia di tutti giorni si rivolge alla poesia con un profilo basso e si fa cercatore della bellezza nella gioia di quelle piccole cose in cui risiede l’umanità.
La sua poesia è una cosa vera, onesta e immanente. Dentro ci troverete un uomo buono che si sporca le mani con la vita degli altri e ogni giorno tende al mano a tutti regalando una poesia, un libro, una parola, un gesto, convinto –  con il suo amato Dostoevskij-  che la bellezza salverà il mondo
Che bella la poesia che si nutre delle parole della vita. Che meraviglia i poeti che non si prendono sul serio e a voce bassa filosofeggiano dell’esistere raccontando da uomini gli attraversamenti di cui sono fatti gli incontri quotidiani.
Il poeta e l’ uomo  piangono e ridono con le parole e allo stesso tempo  le scrivono sulla pagina senza mai chiudere gli occhi sulla realtà .
Mastro Geppetto e il suo grandioso negozio di giocattoli andati a male è un piccolo e prezioso scrigno di versi che custodisce la gioia che dell’essere e dell’esserci e quella sacrosanta umiltà del poco che rende necessaria la sincera poesia di tutti i giorni con cui ognuno di noi dovrebbe sporcarsi la coscienza e avere il coraggio di scegliere di essere quello che si è.
Nicola Vacca

https://zonadidisagio.wordpress.com/2017/02/26/quando-la-vita-viene-prima-della-poesia/


POETI PER NIENTE
siam poeti per niente,
chissà quanti ci buttano
appena s'accorgono che si può essere devoti
a migliori fari di luce,
ci buttano nel fango come se nulla fosse,
ci pestano i piedi che portiamo nudi,
soltanto che ci chiedono ogni tanto
qualche pensiero, qualche meditazione,
qualche bagliore di Dio nella busta della spesa quasi piena,
manca loro sempre qualcosa
che mai san chiamare col suo vero nome,
quella nostra poesia della vita,
che spesso si scordano la via e il cognome...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO


e tutti noi a volare
nell'ombra variopinta di tutti i nostri sogni accesi,
pieni persi di miliardi di parole
e di nessuna cartina argentata di potere,
padroni di magazzini interi di domande
senza nessuna risposta,
senza mai pensare minimamente
che il nostro cuore è l'unica risposta imbattibile
per ogni cappottone di lagna pesante in circolazione.
siamo contadini saliti in cattedra per pura combinazione,
ma per fortuna siamo rimasti sorridenti come bambini,
convinti che la speranza è allegria
e che cercando cercando
scopriamo con cara sorpresa
che il nostro sentimento
non è seduto sull'ultimo gradino,
vicino le nostre scarpe sporche,
ma vola nell'aria, molto in alto, libero,
come la forte luce di un faro
che spazza le onde scure del mare
scrutando nella notte più lontano di tutti.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

arriva un dolce vento di sogni verso sera
che porta sorrisi e saggezze fuori porta,
baci che ci arrivano da vecchi ricordi
dei nostri cari angeli,
non serve chiedere chi possano mai essere,
lo sappiamo fin molto bene,
sono le care persone che ci hanno sempre voluto bene
e ancora continuano a farlo, non viste, silenziose,
ma quell'immenso aiuto si sente,
certo che si sente,
come amori di paradiso
che scendono accanto a noi
e ci portano ancora le calde coperte
per non farci sentire freddo la notte,
per farci fermare nei nostri oscuri turbamenti da nulla,
per farci smettere con i nostri stupidi tornaconti
con i dolori presenti, le pene passate, le ansie future.
ci vogliono bene fin dai luoghi più lontani,
noi non ce ne accorgiamo neanche,
ma nella sera freddolosa ci vengono a trovare
angeli che ci portano antichi ricordi felici
e noi d'istinto baciamo la mano
di chi ci vuole bene ora,
e che è seduto accanto a noi alla tavola della cucina.
sorridiamo anche a pensare qualsiasi cosa ci venga alla mente.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

LA GALLINA CHE DECISE DI NON FARE PIU' LE UOVA

LA GALLINA CHE DECISE DI NON FARE PIU' LE UOVA

   C'era una volta una gallina che siccome si era stancata a fare le uova decise di non farle più. Le sue compagne appena se ne accorsero le dissero:
   "Ma che? Sei diventata sfaticata? Guarda che se non fai più le uova devi andare via di qua!"
   Poiché la gallina insisté a non fare più le uova la cacciarono via dal pollaio.
   Allora la gallina andò sull'aia a becchettare chicchi di grano e semi di granturco.
   La massaia appena la vide disse:
   "Mi hanno detto le tue compagne che tu non vuoi fare più le uova! Allora, se le cose stanno così, te ne devi andare via da questa fattoria!"
   La gallina, a malincuore, se ne andò. Ma appena fu sulla strada, appena poco lontano dalla fattoria, incontrò una volpe che le disse:
   "Chi sei tu? Non t'ho mai incontrata prima d'ora".
   La gallina le rispose: "Sono la gallina che non fa più le uova".
   "Allora se non fai più le uova il contadino non mi sparerà addosso se ti mangio", disse la volpe. 
   E detto questo le saltò al collo per mangiarsela. Ma la gallina fu davvero lesta, saltò in alto e scappò via.
   Andando per strada, poco dopo incontrò un gatto.
   "Chi sei tu? Non t'ho mai vista", disse il gatto.
   "Sono la gallina che ha deciso di non fare più le uova", disse.
   "Ah! Se non fai più le uova ti posso mangiare tranquillamente. Non farò danno a nessuno", disse il gatto.
   "Farai danno a me invece", disse la gallina. E come prima saltò per aria e scappò via tutta lesta.
   Lasciando la strada e inoltrandosi nel bosco, la gallina incontrò un lupo.
   "Chi sei tu? Non t'ho mai  vista da queste parti", disse il lupo.
   "Sono la gallina che non fa più le uova", disse.
   "Oh! Non fai più le uova? E che m'importa? Non sono uova che mi voglio mangiare ma una bella gallinella come te!", disse allora il lupo e le saltò all'improvviso addosso.
   Ma la gallina fu ancora una volta velocissima, spiccò per la paura un piccolo volo radente e se ne scappò.
   Ritornando sulla strada, tutta trafelata, disse a se stessa:
   "E' meglio che me ne torni nel mio pollaio a rimettermi a fare le uova, altrimenti prima che cali la sera incontrerò una brutta belva che mi mangerà.
   Così fece, tornò alla fattoria e se ne andò nel pollaio a fare qualche uovo, come aveva sempre fatto nella sua vita. Ben tre al giorno.
   "Meglio fare le uova che farsi sbranare", disse alla fine la gallina a se stessa.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

mercoledì 22 febbraio 2017

L'ANIMA E' SEMPRE PIENA DI SOGNI


L'ANIMA E' SEMPRE PIENA DI SOGNI

l'anima è sempre piena di sogni,
è la sua materia,
la sua intima energia,
senza emozioni non riesci a guadagnarti manco un caffè,
la pelle trema ma non si arrende,
il corpo sogna anche nella notte più fonda,
a occhi aperti anche nel giorno più splendente,
non andartene in giro disperato,
oltre la tua finestra c'è un mare di tetti rossi
pieno di cornacchie che ridono di te,
del tuo silenzio segregato
che non sa mai dove andare,
ma l'aurora è bella
e così piena di canti che fecondano di allegria
ogni attimo che passa.
l'aurora è dolce,
ci sei tu stesso che sorridi
e pensi come un pazzo che anche il mondo
è uno tra i tuoi migliori amici.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

L'ITALIA

L'ITALIA

Appena s'alza il sole sopporta la sua razione di sopruso
anche il gallo nel pollaio,
secondo voi è proprio destinata all'estrema rovina l'Italia?
Tanti, anche tra i più potenti del mondo non lo vogliono,
lo vogliono i bassi, i tracotanti,
coloro che sempre nei secoli son vissuti di superbia.
non lo vuole una grande Dea: l'Arte,
che nel mondo tiene alta la nostra migliore bandiera.
lo vogliono gli eterni rampanti,
i pazzi, i seguaci senza cervello dell'idolo vacuo del denaro,
i pestaideologie di tutte le razze,
gli ingiusti, ghiotti di tutte le cose non loro,
ne passeranno di estreme miserie per la loro prepotenza,
non lo sanno, fanno finta di niente,
si credono impuniti per l'eternità,
non sanno cos'è la fedeltà, la disciplina, l'amicizia,
credono di poter fare tutto quello che gli aggrada,
non esiste Dio per loro né la somma giustizia,
si fanno come Re Mida nel regno dell'oro luccicante
tessendo le lodi di ogni ingiustizia, nascosta o palese,
il Bene lo disprezzano,
dei loro stessi figli perfino, degli altrui,
rubano, sgraffignano, depredano, 
da ogni sacco e da ogni borsa,
o vecchi o bambini, per loro sono solo terre di razzie,
ospedali, scuole, comuni,
ramazzano tutto con una sola mano di carte truccate.
non sanno cos'è Nemesi,
non l'hanno mai vista e credono che sia una fola,
ma quella vive sempre, e si presenta,
quando vuole lei certo, ma arriva, immancabilmente,
con la falce di Ade, il Re dei Morti, 
un martello di Efesto, lo Zoppo, 
che fabbrica vendette sotto un vulcano,
il soffio feroce di una vecchia Moira
che molto si diverte con i più furbi di tutti.
ogni città è turbata,
e lo straniero sbeffeggia la patria e la gioventù
non ha remore.
"è vigliacca l'Italia, rapina da se stessa
quel che gli è più caro", dice e ride.
in congressi di matti decidono il loro stesso suicidio
pestano nel fango e sbandierano intelligenze fasulle,
i poveri se ne scappano all'estero
a fare i camerieri,
si vendono i loro diritti per 2 lenticchie.
di saggezza non ce n'è più in giro
manco l'ombra.
perseguono tutti la discordia, la protervia,
la follia.
il Bene del popolo è cancellato,
ognuno va per conto suo verso la comune rovina.
ma l'Arte ci salverà,
la Poesia.
i nostri antichi padri ridono e piangono.
"abbiamo arato in mezzo al mare,
abbiamo buttato in un mare in tempesta
tutti i nostri sacrifici, le nostre fatiche,
le nostre alte filosofie", dicono.
affonda l'Italia e nessuno tura la falla,
pensano a nascondere i loro turpi tesori rubati.
ma la nave è troppo grande,
è troppo piccolo l'intero Mediterraneo
per far colare a picco la nostra Italia,
un faro così potente e alto
che la sua luce si vede da tutto il mondo.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO


Trovo l'accademia troppo pesante, lascio che la poesia scriva fino a che il quaderno finisce, così posso guardarmi la mia stessa penna con grande soddisfazione, perché in effetti è proprio una penna vera... e non un soprammobile fasullo... o un bastoncino appiccicoso di liquirizia amara...
Se il poeta non è contento di se stesso nemmeno la sua poesia lo sarà...
GDA

martedì 21 febbraio 2017

LA PRATICA DEL BENE


LA PRATICA DEL BENE

ti confesso, amico,
che è una vita che faccio del bene,
e ancora non me ne sono pentito,
anche se, come puoi bene immaginare,
tra ingratitudine e perfino odio
c'è bene da mettersi a ridere forte
per tutto quello che me ne viene,
ma i conti si compensano sempre nella vita,
da se stessi quasi,
ora ci guadagni ora ci perdi, e chi se ne frega!
è meglio proprio non mettersi a raccontare,
ma io a sorpresa son sempre contento,
mi son pure scordato chi chiese per primo,
chi ha fatto il furbo per ultimo,
ma ti dirò solo che se ci ho perso a dismisura
è anche vero
che il cielo la mia anima matta
me la ricompensa a profusione 
e davvero mi conviene a non mettermi
a fare i conti del bottegaio.
Il bene è sempre bene,
e io non me lo scordo mai,
Dio mi vede e mi aiuta felice
tutte le volte che può,
e come ti puoi bene immaginare
anche tutte le volte che non può.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO



Giuseppe D'Ambrosio Angelillo UN UOMO INNAMORATO 70 poesie ACQUAVIVA

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo
UN UOMO INNAMORATO
70 poesie
ACQUAVIVA

lunedì 20 febbraio 2017

"Non si può scrivere un romanzo
se non si vuole bene a qualcuno".
GDA


quando fai quel che ti appassiona sei contento,
è quando te ne stai fermo che t'arriva la malinconia,
quando te ne vai alla carlona in giro
e quel che capita t'è indifferente

sai che non ci vuole proprio niente a condursi nel mondo
a questo modo così leggero,
ma se ci pensi su
c'è una cosa più facile ancora a farsi:
praticare il bene,
se sei ben deciso e determinato.
là non raccogli niente,
qui raccogli felicità,
sia pure alla buona,
ma intanto sorridi di cuore a tutti i tuoi cari...
e anche a chi t'incontra.
e non t'inquietare infine dei velocissimi rampanti,
alla fine arriverai sempre per primo tu,
qualsiasi sia il posto dove hai scelto
di dirigerti.
quantunque tutti ti dicano ora
che sei il più lento.
ricordati: la prima cosa della vita è amare chi ti sta accanto.
tutto il resto lascialo pure agli altri
se ne sono così lieti...
pane e pomodoro se li mangia di gusto anche il contadino,
che è il più saggio tra tutti noi.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

NON LASCIARTI ANDARE AL DUBBIO


NON LASCIARTI ANDARE AL DUBBIO

non lasciarti andare al dubbio,
ti avvelena, ti butta giù,
ti fa scivolare, senza che tu te ne accorga nemmeno,
in un lago di cattivi pensieri,
tieni fede al tuo sorriso,
non dar retta al triste, all'abbattuto completamente sfiduciato,
nemmeno se è un grande filosofo,
lascialo pure il più grande di tutti, ma per conto suo,
non dar ragione a chi vede nero,
ha torto invece.
mangiarsi un peperone arrostito con un pezzo di pane,
bersi solo un goccio di vino buono in una tazzina,
non è per nulla un accontentarsi,
è un banchetto squisito invece
se hai davvero fame della vita...
se non hai il cavallo fanatico a disposizione
anche andarsene a piedi per la bella città sotto il chiaro sole
può essere una grande felicità.
non dar retta a chi mangia dubbi mattina e sera,
stanne certo:
anche mettersi un piccolo tovagliolo per tovaglia a pranzo
è una cosa magnifica
se il pezzo di pane che ti mangerai
te lo sei guadagnato con il sudore della tua fronte.

sii sicuro almeno di questo:
Dio ti sorride a guardarti
perché è davvero contento del suo caro figliolo.
dai un'occhiata all'infinito del cielo stellato una notte,
credimi: il nostro mondo è davvero un gran miracolo.
se gli piacciono così tanto
lascia pure tutti i dubbi a loro.
la vita è dolce
e la speranza è il fiato stesso della nostra cara anima...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

sabato 18 febbraio 2017

AMICI



AMICI

se gli amici ti aiutano e ti capiscono e ti vogliono bene
i cattivi pensieri manco si fanno vedere nei tuoi dintorni,
il tempo grigio cambia colore
se ti arriva il profumo delle rose sbocciate
proprio nel prato del tuo cortile,
non senti il bisogno neanche di mettere lo zucchero
nel tuo caffè amaro,
si addolcisce da sola la giornata
se poi ti telefonano due care persone
che sentono la vita proprio come la senti tu,
felice di tutto certo non è nessuno a questo mondo,
ma di essere felici del buono che si ha, anche se non molto,
ne possono invece essere contenti tutti.
al vero bene non è certo possibile farci l'abitudine,
perché è proprio lui la prima meraviglia
appena ti alzi dal letto
e senti proprio nel tuo cuore
cantare allegra la luce del sole,
e tu ridi
perché ti cade addosso, per tirarne fuori solo uno,
un mucchio di libri sul petto
che ti vogliono dire immediatamente chissà cosa....
"piano, piano, diletti miei,
lo so che volete parlarmi tutti insieme, piano, piano,
fatemi ascoltare uno alla volta..."
tutti vecchi e grandi amici pure loro...
che mi vogliono bene da chissà quanti anni...
cari belli e buoni amici miei...
che mi fate campare con questa stramba e strana poesia mia.

GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

venerdì 17 febbraio 2017

LE IENE (a Giovanna Nina Palmieri)



LE IENE
(a Giovanna Nina Palmieri)

li aspetti gli amici,
che ti vengano a tirarti fuori dai guai,
ti vengano a darti un fiato d'aiuto,
una mano, una magia di gran conto.
anche a un'ora tardi li aspetti.
prepari la tavola,
un piatto di spaghetti, un bicchiere di vino,
una tortina alla buona.
aspetti, continui sempre ad aspettare.
prepari il tuo povero letto per terra,
misero ma ben pulito,
con il cuscino che odora di sogni belli, non brutti.
lenzuola verdi di prati e bianchi di fiori appena sbocciati.
ma gli amici son già venuti una volta,
è difficile che tornino ancora,
ma tu li aspetti,
non puoi rinunciare ad aspettarli.
ma non vengono.
quegli amici non sono che sorrisi
che ti hanno già aiutato una volta,
ora non sono che pensieri che fluttuano nell'aria.
tu ti bevi l'ultimo caffè e poi ti addormenti.
quegli amici non sono che sogni ora,
che mai si scordano di accompagnarti.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

L'APOSTATA


L'APOSTATA

apostata sconclusionato
di terra, di mare e di cielo,
m'aggrappo a una lacrima leggera di nome vita,
cosa ci concluda non so,
forse solo un impeccabile stile di follia
di nome romanzo.
ma devo confessare che una certa pace interiore
la posseggo,
non intralcio proprio nessuno, manco per sbaglio,
faccio vivere gli altri
esattamente come vogliono loro,
è un certo zelo di libertà
a cui tengo molto.
per il resto mi apposto in un angolo
di una stanza completamente piena di libri
e penso.
con quali risultati proprio non so,
ma io ne sono molto contento.
una vita passata a studiare e a scrivere
vi assicuro che vi fa ridere moltissimo.
su voi stessi, non sugli altri.
e così l'assurdo equilibrio sentimentale interiore è ristabilito.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

LE TRE SPOSE DI FRANZ KAFKA

confesso di aver scritto poesie,
di aver sprecato giorni e giorni con una matematica leggera
che portava sempre a uno zero.
come un Platone vagabondo
a corto di iperuranii,
pensavo all'amore,
a Kafka e alle sue 3 spose lasciate illibate
per le certe passeggiate 
nel gran bordello della letteratura universale.
un improbabile personaggio televisivo
specializzato nella vendita diretta
di padelle usate e arrugginite,
soldi ingegnosamente guadagnati
per mezza bottiglia di vino buono
e un fondo di cestino di pane e pomodoro.
un angelo malridotto e scalcagnato
che si accontentava di un libro insensato
che di un buon matrimonio con 4 soldi nuovi di zecca.
perfino di un possibile paradiso,
anche se devo convenire, allo stesso tempo, parecchio vago.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO 




BANCARELLA DI LIBRI 
DAVANTI IL PICCOLO TEATRO DI MILANO

un reggimento di libri per avanguardia,
nell'aperta campagna di una vita azzurra,
in un libero vento di canzoni rock,
per la mia città dalle mille basiliche,
un galoppo improvviso di pagine all'attacco,
sarà mai perduta una gioventù passata in uno studio
infinito e sempre alto?
non so.
forse mi hanno sempre salvato i miei sorrisi notturni,
quando davvero non mi guarda nessuno
nella mia fiera solitudine.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

IL CORAGGIO



IL CORAGGIO

a cosa serve il coraggio se non a partire?
un lampo di luce
che ci mette ancora in transito.
la strada falsa e vuota,
il vino caduto sulla tovaglia per paura,
la collina del futuro ribelle, come al solito.
a cosa serve la malinconia
se non al momento opportuno essere più allegri?
l'uomo ne scrive di pagine
che poi non sa più cancellare...
il coraggio è un palo della luce
sempre acceso al minimo nel cuore,
ma quando si illumina tutto
appare sempre una grande cattedrale
al fondo della via.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

GATTI poesie e racconti






polva de parol
zulfa de rabbia
ferr de serratura,
meglio leggass l'amur de terra
che la fimmina dà al legn de l'omm,
pozz de allegria
che il corp mantegna,
semo gatt in calor
che sotta a l'acq
fanno li senteri loro.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO


(polvere di parole
zolfo di rabbia
ferro di serrature,
meglio legarsi all'amore di terra
che la donna dà al legno dell'uomo,
pozzo di allegria
che il corpo mantiene,
siamo gatti in calore
che sotto l'acqua
fanno i sentieri loro)
gramelot

IL NEGOZIO DI VINO DI DIO



IL NEGOZIO DI VINO DI DIO
Dio ha un negozio di vino,
ha due qualità di vino per tutti,
quello buono e quello brutto,
ma se non l'assaggi non sai se quello che tocca a te
è quello buono o quello brutto.
ci sono pure quelli che per protesta
o per erroneo spirito di ribellione rifiutano qualsiasi bicchiere
da qualunque parte venga,
e non l'assaggiano affatto.
esultando assurdamente di quello strano nulla,
si stordiscono caparbiamente con piatta e falsa ubriacatura
di quel loro bicchiere lasciato perennemente vuoto
e intoccato...
senza minimamente sospettare
che proprio il vino bevuto è quello buono,
il vino brutto è solo quello che non si beve.
non si rifiuta mai il bicchiere della vita, nemmeno un goccio,
è un dono di Dio,
e là c'è proprio il tuo cuore, 
il tuo clamore e qualsiasi altra tua cosa, 
e quello è proprio il suo amore per te.
e se te lo bevi tutto, 
ogni giorno lui te ne dà un bel bicchierone,
vedi come diventi allegro e spensierato,
come diventi libero
e ebbro di baci felici per tutti...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO


 3 dei miei migliori 5 romanzi,
gli altri vengono una cinquantina di chilometri dietro.
GDA


MIRACOLO ANGELICO
se ne stava vestito di nero un uomo nero,
ma lì arrivarono angeli chissà da dove
e dalle loro ali svolazzarono intorno
così tante piume bianche
che diventò bianco pure l'uomo nero.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

GESTI D'AMORE



GESTI D'AMORE
son gesti che non costa per nulla fare,
una carezza,
un bacio sui capelli,

cercare la mano per stringerla piano camminando,
anche il cuore ha sempre fame,
ma chissà perché si pensa che sia sempre sazio,
che non ce ne sia bisogno, ormai si sa già tutto,
e invece è così bisognoso il sentimento
di queste piccole briciole da niente,
che ci fanno bene a noi e ai nostri cari
quando si compiono,
gesti così leggeri, così naturali,
l'amore non è una parola,
è un fatto concreto che è il vero bene davvero reale,
così generoso, così spensierato, così semplice.
tenerezze che ci fanno sfiorare l'infinito
che tutti noi oscuramente siamo
o possiamo essere.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

A ULISSE CASARTELLI E AI SUOI AMICI




 A ULISSE CASARTELLI E AI SUOI AMICI

Amici, la sofferenza è un seme che germogliando
ti fa nascere una grande stagione di verità nel cuore,
mette scarpe d'oro ai tuoi pensieri,
butti via tutte le tue inutili cose vecchie,
e t'aggrappi al tuo esile fiore forse pure maltrattato.
la giovinezza è una stagione che cammina piano,
ne hai di tempo davanti a te
per riparare a tutto
per ricominciare,
per fare tutte le grandi cose che hai sempre desiderato fare,
ne hai di determinazione,
ne hai di vigore,
ne hai di terre sconfinate
dove seminare ricordi senza fine,
sorrisi di tutti i mondi migliori di questo,
non dire manco per sbaglio o per scherzo
che ti manca la forza,
l'intendimento per la nuova primavera
ormai alle porte di tutti i nostri sogni...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO



(a Ulisse Casartelli e ai suoi amici)



LA LEGGE INTERIORE



LA LEGGE INTERIORE

esiste la saggezza a questo mondo, amici,
un impasto di luce e ombra,
difficile da districare senza sacrifici, studio e abnegazione,
io lo faccio ogni giorno che Dio accende su questa terra,
come una lampada sul più bello spettacolo in scena
per tutti i teatri delle nostre città, dei nostri paesi,
delle nostre campagne.
c'è la scena dell'inverno,
la scena della primavera,
il fiore, la fuga e il sogno per ogni cuore,

il demonio e l'angelo,
l'inquietudine, la certezza e la superbia per ognuno.
ma senza il senno e i consigli dei vecchi padri del nostro sapere
dove credi di andare?
senza saggezza non c'è neanche nobiltà,
senza le emozioni sincere manco l'amore si fa più vedere,
per un paesello aggrappato sugli scogli sul mare in tempesta,
se ben governato, ha pace e prosperità entro le sue mura,
ma per la metropoli più ricca della nazione
se c'è male e bene mescolati alla rinfusa per ogni questione
se non c'è saggezza nei pensieri degli uomini,
se non c'è saggezza nel cuore di ognuno
la mente se ne va dove vuole lei di qua e di là,
senza meta e senza nessun senso di giustizia.
i vecchi padri del nostro concreto sapere
sono angeli volanti sul nostro capo
e sempre se ricordati ci sviano dai guai
e ci mettono in guardia dalle enormi stupidaggini
che ci spingono a commettere il truce egoismo
e le nostre misere proprietà.
il bene è la legge interiore che tu stesso ti sei dato,
se non sai guardarlo in faccia
ti sei bendato da solo gli occhi della tua stessa anima.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

lunedì 13 febbraio 2017

I VINCENTI DEL NULLA




I VINCENTI DEL NULLA

che ne sai della tua esistenza, amico?
ci scrivi qualche volta una bella favola su?
credo non spesso...
dai troppo peso ai tuoi limiti,
alle tue insopportabili ferite,
chiedi un olio salvifico persino a Dio.
sei colto, intelligente,
sai benissimo persino l'inglese scritto e parlato.
ma di angeli e di fate del paradiso non ne sai mica troppo.
gli angeli che hanno sempre una mano sulla tua testa,
e ti proteggono sempre, in ogni occasione,
delle fate che a volte ti conducono per mano
alla felicità assoluta.
sei fisso a quell'uragano di contrarietà
che ti sbatte sempre a terra.

del bene della città non sai manco 
da che parte metterti a sventolare.
le vie portano tutte all'inferno,
dicono pure tutti i film in circolazione,
anche gli ultimi usciti,
le TV, i giornali.
ma chi li paga a quelli?
io no, io preferisco sempre accontentare ad ogni costo
i miei bambini, che sono i miei angeli,
io preferisco accarezzare e baciare la mia sposa,
che è la mia fata.
io guardo intorno a me
e ci scrivo su la bella favola della mia vita.
non importunare Dio per niente, amico,

non farlo ridere forte,
guardati bene in tasca, anche se è sfondata,
ci hai dell'altro, 
molto altro di quello 
che neanche lontanamente tu pensi di avere.
hai l'infinito della vita dalla tua parte,
e tu invece dai ascolto ai fasulli,
ai vincenti del nulla.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO